Le comunicazioni di avvenuta cessione del credito

Il debitore ha diritto ad essere informato dell'avvenuta cessione del credito per comprendere a quale soggetto deve corrisponderlo.

Con la formula “pro solvendo” viene dato mandato alla società di recupero crediti di operare per conto della cedente con provvigioni sul recuperato. In caso di cessione con opzione “pro soluto”, invece, la società di recupero crediti cessionaria subentra in ogni diritto al creditore originario in relazione al credito ceduto, inclusi privilegi, garanzie reali e personali fornite dal debitore.

L'obbligo di informativa deve essere assolto dalla società cessionaria (quella che ha acquisito il credito) con riguardo ad ogni debitore, “alla prima occasione utile” che coincide con la prima comunicazione che la cessionaria - o chi agisce su suo mandato - invia al debitore.

Spesso il credito viene ceduto più volte. Nella filiera delle cessioni, tutte le comunicazioni devono essere state inviate al debitore con raccomandata AR.

Se ne manca solo una, il debitore non è in grado di ricostruire la catena e quindi non può stabilire qual è la società cessionaria che è legittimata a ricevere l'adempimento della sua originaria obbligazione. Non è un dettaglio questo.

L'ultima società cessionaria deve dunque farsi carico di dimostrare al debitore di essere legittimata a riscuotere il credito, fornendogli copia (preferibilmente conforme all'originale) delle lettere di cessione precedenti (che devono costituire, è bene ricordarlo, parte integrante del fascicolo del debitore acquisito).

Pertanto, il debitore deve sempre richiedere, tramite comunicazione A/R, che la società cessionaria fornisca gli attestati della titolarità del credito vantato.

In mancanza di tali adempimenti, formalmente richiesti dal debitore alla società cessionaria, nessun giudice emetterà un decreto ingiuntivo nei confronti del debitore.

Il debitore è, per contro, motivato a non adempiere alle proprie obbligazioni fin quando non viene posto in condizione di riconoscere, con il supporto di documentazione “legale”, chi è il legittimo titolare del credito dopo le intervenute cessioni.

In conclusione, l'ultima società cessionaria deve fornire al debitore copia conforme delle precedenti lettere di cessione del credito. Questo non costituisce assolutamente un problema per la quasi totalità delle società di recupero crediti che sempre (o quasi) provvedono al trasferimento non solo del credito ma anche, come previsto dalla legge, di tutta la documentazione che certifica l'esistenza del credito stesso.

Lei deve poi assicurarsi che l'accordo stragiudiziale sia sottoscritto dalla controparte, prima di effettuare qualsiasi pagamento. Infatti, il pagamento degli importi pattuiti nell'accordo transattivo a saldo e stralcio deve essere condizionato ad una precedente firma congiunta del debitore e del creditore su due documenti di liberatoria: la liberatoria a garanzia di future pretese e quella da inoltrare alla CRIF (Centrale Rischi di Intermediazione Finanziaria) per ottenere la cancellazione dall'elenco dei cattivi pagatori.

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Commenti e domande

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  • antonella 15 luglio 2015 at 14:45

    Dieci anni fa, per un problema di lavoro di mio marito abbiamo contratto debiti con 2 banche non ancora saldati. in questi giorni mi ha contattato una società di recupero crediti di una delle 2 banche proponendomi un saldo a stralcio per circa 6000 euro a fronte di un debito di euro 13.000 potendo pagare con bollettini postali da 70 euro al mese. Non abbiamo nulla di intestato e mio marito ha già un pignoramento del quinto dello stipendio. Se pago mi hanno detto che faranno la comunicazione per la cancellazione da crif…. è vero? Mi conviene?

    • Ludmilla Karadzic 15 luglio 2015 at 17:21

      Se l’unica motivazione per cui lei procederebbe al pagamento dei 6 mila euro è quella di poter essere riammessa nel circuito del credito, il consiglio spassionato è di lasciar perdere.

      Innanzitutto perchè la sua famiglia è già sovraindebitata ed un ulteriore prestito, se mai glielo concedessero (cosa impossibile fino a quando resterà insoluto l’altro finanziamento) aggraverebbe la sua già precaria situazione di debitrice in sofferenza.

      In ogni caso, anche se lei saldasse il conto pure con la seconda banca ed entrambe le posizioni fossero effettivamente cancellate dalla CRIF, il problema sarebbe comunque rappresentato dall’esistenza delle cosiddette banche occulte dei cattivi pagatori. Una lettura degli articoli raccolti in questa sezione potrebbe aiutarla a capire di cosa si tratta.

      Diverso è il discorso se lei avesse deciso di pagare per un obbligo etico morale o perchè preferisce non essere più scocciata da creditori petulanti. In questo caso, tuttavia, è doveroso aggiungere che, a nostro avviso, uno sconto sul debito complessivo di soli 7000 euro ci sembra assolutamente insufficiente.

      Soprattutto tenendo conto del periodo di crisi attuale, che la pratica è stata acquistata dalla società attuale creditrice al massimo per 50 euro, che il credito puzza di prescrizione, e che avendo suo marito già in corso un pignoramento per debiti ordinari, la vostra posizione contrattuale può essere definita abbastanza “forte”.

  • djtrasformer 24 gennaio 2013 at 12:57

    Buongiorno
    Ho chiuso un’attività 6 mesi fa. Una ditta a cui dovevo poche centinaia di euro si fa avanti pochi giorni fa tramite uno studio legale chiedendomi di pagare le fatture insolute. Non stò lavorando e non so dove trovare i soldi a questi signori, in più si aggiunge l’onorario dell’avvocato che per mandarmi la mail mi ha chiesto lo stipendio giornaliero di un operaio con pagamento da effettuare sul conto dello studio e prima di effettuare il pagamento alla ditta con la quale sono debitore. Volevo conoscere le conseguenze se non pago entro la data stabilita dall’avvocato, dato che non sono possessore di nulla o se non dovessi pagare solo l’onorario dell’avvocato.

    • Simone di Saintjust 24 gennaio 2013 at 13:10

      Per lei che non ha nulla, le conseguenze immediate del mancato pagamento dell’esoso onorario dell’azzeccagarbugli postino elettronico e del fornitore che “mette” un avvocato per poche centinaia di euro (a meno che non si tratti del fratello, al fornitore questa “smargiassata” costerà più dell’eventuale rimborso del debito), sono praticamente pari a zero.

      La valutazione, tuttavia, va fatta in prospettiva. Se questa crisi decidesse di togliersi dalle balle (e sarebbe pure giunta l’ora) e lei, come le auguro, dovesse riprendere un’attività proficua o trovare una decente occupazione come lavoratore dipendente, si ritroverà vulnerabile e probabilmente costretto, se il postino, il fornitore ed il suo avvocato sono soggetti “tignosi”, a pagare dieci volte tanto quello che deve oggi.

      Il dilemma è uno dei classici: meglio l’uovo oggi o la gallina domani? Nel caso specifico sia l’uovo che la gallina devono intendersi quelle che mangeranno, purtroppo, i suoi creditori.

      In uno scenario ottimistico sul futuro, lei deve decidere cosa concedere a questi signori, l’uovo oggi o la gallina domani. Se invece punta sul pessimismo, può evitare anche di perdere tempo a farsi spedire l’email dall’azzecagarbugli-postino.

    • djtrasformer 24 gennaio 2013 at 13:14

      ma io voglio pagare ma al momento mi ritrovo senza un’euro. Anche se all’avvocato postino non vorrei proprio dare nemmeno un centesimo perchè è un ladro a tutti gli effetti visto il suo operato.

    • Simone di Saintjust 24 gennaio 2013 at 13:17

      Beh, non ci vuole un legale per chiedere educatamento e fornendo giustificate ragioni, una proroga al creditore. Può chiamarlo direttamente. Anzi, direi, che la mossa del postino è controproducente. Il creditore penserà: questo non mi paga, però i soldi per assoldare un leguleio li ha …

      Per quanto attiene l’onorario (meglio il disonorario) al postino, ormai non ha scelta. Il massimo che può fare è pagarlo, se può, e poi recarsi alla prima “tenenza” di GF e denunciarlo, se, come presumo, non le rilascerà fattura.

      La mail effettuata a suo nome al fornitore, anche se cancellata dal pc, si può sempre ritrovare sul computer del fornitore o, volendo, nella pancia di un server del fornitore di servizi e-mail.

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