Cancellazione protesto assegni per riabilitazione

Per la cancellazione di protesti, levati su assegni sia bancari che postali, occorre essere in possesso della riabilitazione accordata dal Tribunale con decreto (L. 18.08.2000, numero 235, articolo 2 e legge 7.03.1996, numero 108 articolo17).

Modulo (facsimile) di istanza di riabilitazione del protestato da presentare al Tribunale

La cancellazione del protesto potrà essere eseguita dall'Ufficio Protesti solo dopo il decorso del periodo di pubblicazione. In questo caso è la Camera di Commercio che, ricevuto il decreto dal Tribunale, provvede ad informare l'interessato che è possibile presentare la domanda di cancellazione per riabilitazione. Sulla domanda decide, con determinazione, il dirigente responsabile dell'Ufficio Protesti entro 20 giorni dal deposito dell'istanza. L'Ufficio Protesti provvede alla cancellazione del nominativo entro 5 giorni dalla data del provvedimento dirigenziale (articolo 2, numero 3 L.18 agosto 2000, numero 235).

L'istanza di cancellazione per protesti relativi ad assegni è ricevibile solo dopo che sia pervenuto all'Ufficio Protesti il decreto di riabilitazione del Tribunale. La cancellazione del protesto, oggetto della riabilitazione, potrà essere eseguita, solo dopo la pubblicazione del decreto nel Registro informatico dei Protesti per un periodo di 10 giorni (articolo 17 legge 7.03.1996, numero 108).

I decreti emessi dal Tribunale vengono trasmessi all'Ufficio Protesti direttamente dalla cancelleria del Tribunale.

La cancellazione del protesto potrà essere eseguita dall'Ufficio Protesti solo dopo il decorso del periodo di pubblicazione. In questo caso è la Camera di Commercio che, ricevuto il decreto dal Tribunale, provvede ad informare l'interessato che è possibile presentare la domanda di cancellazione per riabilitazione.

Sulla domanda decide, con determinazione, il dirigente responsabile dell'Ufficio Protesti entro 20 giorni dal deposito dell'istanza.

L'Ufficio Protesti provvede alla cancellazione del nominativo entro 5 giorni dalla data del provvedimento dirigenziale (articolo 2, numero 3 L.18 agosto 2000, numero 235).

Modulo (facsimile) di domanda

La cancellazione del protesto potrà essere eseguita dall'Ufficio Protesti solo dopo il decorso del periodo di pubblicazione. In questo caso è la Camera di Commercio che, ricevuto il decreto dal Tribunale, provvede ad informare l'interessato che è possibile presentare la domanda di cancellazione per riabilitazione. Sulla domanda decide, con determinazione, il dirigente responsabile dell'Ufficio Protesti entro 20 giorni dal deposito dell'istanza. L'Ufficio Protesti provvede alla cancellazione del nominativo entro 5 giorni dalla data del provvedimento dirigenziale (articolo 2, numero 3 L.18 agosto 2000, numero 235).

(1) La firma può essere apposta direttamente in presenza dell'addetto all'ufficio competente a ricevere le domande, ovvero quando quest’ultima non viene depositata direttamente dall'interessato, è sufficiente allegare una fotocopia di un documento d'identità del medesimo.

(2) Il versamento può essere effettuato direttamente in contanti presso l'Ufficio Protesti o con bollettino postale CCP numero 351502 intestato alla Camera di Commercio causale “6060”.

La presente richiesta, con i prescritti allegati, può essere inviata anche a mezzo posta e corredata dalla fotocopia di un documento in corso di validità dell'interessato.

ATTENZIONE

I protesti su assegni postali vengono levati, generalmente, dalle Stanze di Compensazione di Roma e/o Milano. Conseguentemente, le istanze di cancellazione, corredate della relativa riabilitazione accordata dal Tribunale, devono essere inoltrate alle Camere di Commercio competenti per territorio (Roma o Milano).

Per fare una domanda sul protesto di assegni bancari e postali, sulla cancellazione del protesto per riabilitazione, sui debiti e su tutti gli argomenti correlati, clicca qui.

3 maggio 2008 · Ludmilla Karadzic

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Stai leggendo Cancellazione protesto assegni per riabilitazione Autore Ludmilla Karadzic Articolo pubblicato il giorno 3 maggio 2008 Ultima modifica effettuata il giorno 5 aprile 2018 Classificato nella categoria assegni - cancellazione protesto e riabilitazione Inserito nella sezione protesti e protestati.

Commenti e domande

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  • ANDREA 23 marzo 2010 at 08:22

    CIAO cocco bill sono passati i 5 anni dalla data di levata di diversi protesti che ho avuto ma non so perchè risultano ancora sulla visura perche la data di pubblicazione è avvenuta nel 2006 2 anni dopo la data di levata cosa posso fare per farmeli togliere ti spiego non trovo più alcuni assegni che ho pagato come posso fare aiutami grazie

    • cocco bill 23 marzo 2010 at 08:47

      Bisognerebbe capire perchè c’è stato questo ritardo nella pubblicazione.

      Le camere di commercio devono protocollare gli elenchi ricevuti e pubblicarne i dati entro 10 giorni dalla loro ricezione. La pubblicazione avviene tramite iscrizione dei protesti in un apposito archivio informatizzato, comunemente detto il bollettino dei protesti.

      Le notizie dei protesti vengono conservate per cinque anni dal momento della loro iscrizione.

  • salvatore 14 gennaio 2010 at 11:52

    vorrei sapere se vengono fatti degli aggiornamenti da parte delle banche dati poiche alla crif risulto pulito poi sono andato alla camera di commercio ho fatto una visura protesti e risulto pulito come mai non mi passano un finanziamento ci stanno degli aggiornamenti grazie molto,aiutatemi a capire

    • cocco bill 14 gennaio 2010 at 18:24

      Sa Salvatore, a volte succede che le negano finanziamenti anche quando se ne richiedono quasi contemporaneamente più di uno.

  • salvatore 8 gennaio 2010 at 20:50

    ho 2 protesti fatti nel 2004 ho pagato i creditori so che ci vogliono 5 anni ,sono andato in banca lo scorso aprile 2009 e mi hanno detto che la levat del protesto e avvenuta nell’agosto 2004 quindi vorrei sapere per favore se la riabilitazione e avvenuta automaticamente grazie molto

    • cocco bill 8 gennaio 2010 at 20:53

      Bisogna recarsi in Camera di Commercio ed effettuare visura al RIP (Registro Informatico dei Protesti) per verificare che la cancellazione è stata effettuata.

  • salvatore 6 gennaio 2010 at 18:00

    se vieni iscritto nella banca dati di crif o altro c’e un termine di scadenza voglio dire quanti anni ci vogliono oppure rimani per sempre segnalato a me sono passati 10 anni e per mancanza di lavoro avevo fatto dei finanziamenti poi ho perso il lavoro e non ho piu potuto pagare aiutatemi a dirmi qualcosa grazie infinitamente

    • cocco bill 8 gennaio 2010 at 20:55

      Si resta segnalati fino a 3 anni successivi alla data in cui avrebbe dovuto essere pagata l’ultima rata del finanziamento rimasto insoluto.

  • c0cc0bill 7 novembre 2008 at 17:31

    Sono passati circa due anni dall’ultimo protesto e vorrei sapere come posso fare per chiedere la cancellazione.

    Commento di lello | Venerdì, 7 Novembre 2008

    Ne devono passare cinque di anni, se come suppongo, non hai corrisposto l’importo entro sessanta giorni dalla levata del protesto.

    Dopo i cinque anni la cancellazione è automatica e non devi fare nulla.

    Nel caso invece tu abbia pagato l’assegno entro 60 gg dalla levata del protesto, allora puoi chiedere al Tribunale la riabilitazione, essendo trascorso il termine minimo previsto in un anno di permanenza nella lista dei protestati.

    Per la riabilitazione devi essere in possesso dell’assegno originale quietanzato.

    O, se hai solo l’assegno è questo non è quietanzato, ti occorre la liberatoria rilasciata dal creditore con fotocopia della sua carta di identità.

    • vinsorry 18 marzo 2009 at 18:20

      salve vorrei sapere se posso riabilitarmi anche se non ho pagato gli assegni emessi grazie

    • weblog admin 18 marzo 2009 at 18:43

      Devi aspettare che passino cinque anni dalla data di protesto dell’ultimo assegno. La riabilitazione sarà automatica.

  • c0cc0bill 30 ottobre 2008 at 05:02

    Vuoi dire che non potranno mai concedermi un mutuo?

    Commento di Davide | Giovedì, 30 Ottobre 2008

    Il mutuo te lo concederanno: c’è a garanzia l’immobile.

    Però, come hai visto, sarai chiamato sempre a dare spiegazioni ogni qualvolta avrai bisogno di un finanziamento.

  • c0cc0bill 29 ottobre 2008 at 22:16

    Salve, mi trovo in una situazione “drammatica”. Stavamo per acquistare la casa dei nostri sogni quando la banca che deve concederci il mutuo vuole avere delle spiegazioni in merito ad un mio “tardivo pagamento”. Si tratta di un assegno da 800 euro circa quando sul conto bancoposta ve ne erano appena 700. Non potendo coprire l’intero importo, le Poste mi inviano una comunicazione in cui mi invitano a pagare entro 60 gg dalla scadenza del termine di pagamento, decorsi i quali sarei stato iscritto nella lista della Centrale di Allarme Interbancario. Io ho debitamente pagato l’intero importo più commissioni ed interessi davanti al pubblico ufficiale entro 8 giorni, quindi non avrebbero mettermi nella lista anzidetta, eppure la banca del mutuo è venuta egualmente a conoscenza di questa cosa e adesso per quanto le abbaia già trasmesso quietanza liberatoria con tanto di firma della beneficiaria dell’assegno e del pubblico ufficiale che attesta avventuo pagamento entro 8 giorni, mette in dubbio la possibilità di concedermi il mutuo…confesso che ho un prestito da quasi tre anni che viene saldato regolarissimamente com addebito sul mio conto, queste cose non si vedono, sono stato una persona sempre irreprensibile e per una sola volta per una differenza da 100 euro non mi è possibile accendere un mutuo!!!!!!! La banca secondo voi mi comunicherà che le sarà impossibile concedermi il mutuo, nonostante la mia onestà di sempre? Io ho commesso un errore di valutazione da 100 euro ed ho subito ottemperato al pagamento, è così grave questa cosa? GRAZIE PER LE EVENTUALI RISPOSTE

    Commento di Davide | Mercoledì, 29 Ottobre 2008

    E’ da tanto che se ne discute e lo scriviamo.

    Le cancellazioni in CRIF ed in CAI avvengono perchè sono sottoposte a sorveglianza.

    Ma a mio parere le segnalazioni confluiscono in qualche modo verso altre centrali rischi private (per ora sconosciute, in attesa di qualche gola profonda fra gli addetti al crediit bureau) che vengono consultate dalle banche.

    E così anche chi ha sanato le proprie posizioni si trova marchiato per sempre e non ha più modo di accedere a finanziamenti.

  • c0cc0bill 22 ottobre 2008 at 05:11

    Buonasera,io ho avuto qualche anno fà,per colpa della mia banca,un assegno in protesto,(era esattamente di 104,00 €)….cmq,ho pagato tutto,ho fatto la delibera al recupero crediti,la cancellazione al tribunale e la riabilitazione alla camera di commercio.
    Adesso tramite visura camerale risulto pulito,ma ancora ad oggi non riesco nemmeno a fare un finanziamento minimo.
    N.B. ho cambiato banca,e la mia nuova banca mi ha fatto vedere una pagina web,(esattamente era una visura della ” CERVED ” )aggiornata l’ultima volta nel 2006,dove io ancora risulto protestato,e non sono riuscito in nessun modo a contattare questa CERVED.
    Cosa potrei fare per poter tornare a vivere?
    Ringrazio in anticipo…

    Commento di diego | Martedì, 21 Ottobre 2008

    I gestori delle banche dati dei cattivi pagatori affermano di seguire le disposizioni di legge per quel che attiene la cancellazione delle segnalazioni, una volta pagato il debito o scaduti i tempi massimi fissati.

    Noi diciamo che così non è. Che, in qualche modo, quelle segnalazioni sopravvivono alla cancella zione che viene fatta nelle banche dati UFFICIALI.

    Ma ci sarà senz’altro, ne siamo convinti, un qualche archivio in cui quelle segnalazioni sopravvivono.

    Diego non sei il primo a rilevare l’impossibilità di riottenere finanziamenti una volta estino il debito. Puoi documentari qui, se ne hai voglia.

  • karalis 15 ottobre 2008 at 05:44

    Ma se io aspetto i cinque anni, poi risulterò per tutta la vita come cattivo pagatore: cosa devo fare decorsi i cinque anni? Serena

    Commento di serena | Martedì, 14 Ottobre 2008

    Decorsi i cinque anni hai diritto all’automatica cancellazione. E da quel momento non compari più nel registro Informatico dei Protesti (RIP).

    Che poi nonostante la cancellazione non ti concedano più prestiti quetsa è una cosa che accade spesso. Ma non solo per l’iscrizione nel RIP. E anche se tu avessi pagato prima.

    Molti lettori ed in numerosi articoli su questo blog viene denunciata la circostanza per cui una volta entrati nel circolo perverso dei SIC (Sistemi di Informazioni Creditizie) non se ne esce più.

    Viene cioè negato il diritto all’oblio.

    Sicuramente si effettua la cancellazione dopo i tempi massimi di permanenza prescritti. Ma, evidentemente resta traccia dell’avvenuta iscrizione da qualche altra parte …

  • karalis 14 ottobre 2008 at 13:00

    Ciao..io sono serena,e sono completamente disperata. quando avevo 20 anni,ho aperto un conto alla posta sotto richiesta si mia sorella,che aveva un negozio ed era in difficoltà con dei fornitori ed aveva bisono di prendere tempo nei pagamenti con degli assegni.assegni miei,che io purtroppo reputavo solo dei pezzi di carta.comunque per farla breve io ora dopo 3 anni e mezzo sono venuta a conoscenza che mia sorella non ha mai coperto gli assegni in più dice che non si ricorda a chi ha dato gli assegni.come posso fare pe recuperare i mominativi?l’unica cosa che sono riuscita ad avere sono i numeri degli assegni ma a me servono i mominativi. o altrimenti come posso far cancellare il protesto se l’unica sosa che ho in mano sono i numeri degli assegni?

    serena

    Commento di serena | Martedì, 14 Ottobre 2008

    Nella tua situazione conviene aspettare ormai la cancellazione automatica, decorsi 5 anni dalla levata di ciascun protesto.

    E comunque, non so se ti è chiaro, ma per ottenere la cancellazione prima dei 5 anni dovresti:

    1) pagare gli assegni ed ottenere liberatoria dai beneficiari;
    2) chiedere la riabilitazione al Tribunale.

    Già è una procedura difficile quando si dispone di tutte le quietanze necessarie, figuriamoci se non sai neanche chi sono i beneficiari.

  • karalis 19 agosto 2008 at 13:52

    credo sia assurda la lentezza della riabilitazione per un protesto di un’assegno postale di 25€ che è avvenuta per un’assurdo disguido(quel giorno era in atto un trasloco da roma a cosenza ).
    Pagato tutto il giorno dopo il protesto, ancora non siamo riusciti a ottenere il cancellamento dal tribunale competente….per voi è normale?…per me è roba da terzo mondo

    Cara Patrizia, condivido pienamente il tuo pensiero.
    La burocrazia è fredda, insensibile e stupida.
    Non distingue fra un assegno consapevolmente scoperto di 25.000 euro da un caso come quello da te segnalato.

    Capisco anche che la mia risposta precedente possa averti, in qualche modo turbata.

    Lì ho cercato solo di fornire al lettore (che, potrei sbagliarmi, ma mi sembra quasi tu conosca) un aspetto della funzione pubblicistica del protesto, così come assegnato dal legislatore. Un punto di vista del creditore, se vogliamo chiamarlo così.

    Solidarizzando con il giusto risentimento di Ciro sui tempi lunghi per la riabilitazione, avrei sicuramente dato una informazione in meno ed espresso un parere personale in più che, comunque, non avrebbe cambiato di una virgola lo stato delle cose …

    Comunque, negli elenchi dei protestati c’è anche scritta la motivazione del protesto. Chi legge che Patrizia è protestata, legge anche che lo è per 25 euro pagati qualche giorno dopo. Ciò che la burocrazia non riesce a distinguere può essere discriminato dal buon senso dell’uomo (o della donna)

  • karalis 19 agosto 2008 at 09:47

    ho avuto un protesto di assegno postale, ho pagato subito il
    creditore con spese penali, ed interessi.
    mi chiedo perche’ devo aspettare un anno per la
    cancellazione?, nel frattempo ho perso credibilita’ dai
    miei fornitori, e ho dovuto licenziare 8 dipendenti.

    Il pagamento entro 60 gg dell’importo dell’assegno che alla data di presentazione ed incasso risulta privo della necessaria copertura (+ spese penali ed interessi) ti ha evitato l’iscrizione al CAI (Centrale Allarme Interbancaria) della Banca d’Italia.

    Non è cosa da poco, dal momento che l’iscrizione al CAI avrebbe comportato per te la revoca dei carnet di assegni presso qualsiasi banca.

    Il protesto segue una strada diversa. Potrai richiedere la cancellazione per riabilitazione fra un anno.

    Lo scopo del protesto e della sua pubblicità, caro Ciro, è quello di avvertire gli altri operatori economici che il protestato è una persona pur rispettabilissima, ma che talvolta dimentica di lasciare i fondi di copertura per gli assegni che emette …

    Non entro nel merito se sia giusto o meno. Fatto sta che la legge prevede questa, chiamiamola così, “punizione”.

    Si tratta di un anno: se tu non avessi onorato l’assegno entro 60 gg, saresti rimasto nell’elenco dei protestati per cinque anni.

    Qualcuno potrebbe ritenere che sia giusto che un operatore economico, che entra in rapporti di affari con un protestato, sappia che potrebbe restare con in mano un assegno scoperto.

    Questo non vuol dire necessariamente che il tizio non debba fare affari col protestato. Ma solo, che, forse, per il pagamento sarebbe consigliabile la richiesta di un assegno circolare …

  • massimo 10 agosto 2008 at 20:24

    landolfo vincenzo 4 agosto 2008 at 23:46
    a tutti quelli che come me hanno subito protesti.io penso che il protesto sia una legge anticostituzionale. la costituzione italiana dovrebbe in primis tutelare la vivibilità del cittadino,il protesto inibisce il cittadino e lo ghettizza.in fondo la banca o la posta cosa ci rimette? perchè bollare un cittadino di una macchia indelebile come questa? non basterebbe una multa e la tutela del beneficiario tramite istituzione? in fondo non si ammazza nessuno. negli altri stati europei il protesto non esiste (non c’è neanche la cognizione del protesto)cè una pena accessoria che varia da pese a paese,siamo i più obsoleti? o siamo i più fessi? mah!

    Hai ragione, bisogna fare assolutamente qualcosa

    Quello che avviene in Italia è una cosa unica al mondo.

    Se hai un precedente penale anche per omicidio la banca ti apre i conti ma se hai un protesto sei finito.

    Non è finita con le varie centrali dei rischi anche tuo figlio che abita con te non riuscirà mai più ad avere neanche una carta di credito.
    Dalle informazioni che le banche raccolgono risulterà che presso lo stesso indirizzo risulta un protestato e fanno presto a verificare che si tratat del padre o della mamma del nostro povero figliolo.

    Una vergogna senza precedenti

  • carmen 24 luglio 2008 at 21:29

    Vincenzo Landolfo 4 luglio 2008 at 00:40
    ciao sono landolfo vincenzo ho subito il mio primo protesto di un assegno postale 4 anni fa e da allora non riesco ad abilitarmi. mi sono avvalso di sedicenti avvocati che mi anno spillato solo soldi e niente più, nel frattenpo ne ho subiti degli altri e ogni volta mi tocca pagare il 10% di interessi farmi fare la delibera dal creditore correre in posta prima dei sessanta gg.a registrare l’avvenuto pagamento tardivo per non essere protestato. (così dice l’ufficio postale) e………trak puntualmente arrivo nel bollettino dei protesti. ma non doveva essere un pagamento tardivo,perchè allora risultano come protesti? cosa mi tocca fare per liberarmi da questa persecuzione che mi assilla.? tenendo presente che nel frattempo tra avvocati ed uffici specializzati non sono più in possesso dei titoli. ho accumulato 10 protesti. a che santo devo votarmi? non riesco a vivere in modo decente anche perchè qualsiasi cosa devo fare, dalla macchina al semplice telefonino, mi tocca mettere mano al portafogli.-che ormai mi quarda con occhi da morituro, supplicandomi,pietà,…non ho niente da darti..

    landolfo vincenzo 6 luglio 2008 at 00:54
    aricciao… sono di nuovo qua,, visto che nessuno mi a dato delucidazione. in merito alla mia domanda. vorrei sottopormi ad un altro dilemma che affligge il nostro beneamato paese…,il sud italia…., e più precisamente casal di principe l’ormai noto paese alla ribalta della cronaca per i suoi clan camorristici. mi chiedo e mi domando, il berlusca e davvero intenzionato a ripulirlo?

    andolfo vincenzo 6 luglio 2008 at 00:57
    (i miei protesti),,,, cè nè per fare un libro,, un buon libro

    Ciao Vincenzo, ho letto la tua richiesta e prontamente ti rispondo. Per riabilitarti dai protesti di assegni postali, devi innanzi tutto, non avendo più i titoli in originale,avere rilasciata da tutti i tuoi creditori, una quietanza liberatoria. Questa si può fare al Comune di residenza del tuo creditore, di fronte all’ufficiale preposto dichiara che è stato soddisfatto e che nulla a più a pretendere,dichiara il numero dell’assegno e l’importo per cui hai subito protesto,consegna un contributo o marca da bollo di €.14,62 e te la consegna.

    Questo deve avvenire per tutti gli assegni.Naturalmente per sapere quanti assegni hai protestati devi prima rivolgerti alla Camera di Commercio della tua città, chiedere una visura protesti, paghi €.2,00 e sai quanti titoli hai fuori.

    Dopo aver avuto la certificazione controlli con la visura che tutti i titoli ci siano, e ti rechi alla Cancelleria del Tribunale della tua città, e chiedi il modulo per essere riabilitato, esibendo la fotocopia del documento di identità, fronte retro, la fotocopia del tuo codice fiscale, le relative quietanze liberatorie,la visura camerale,contributo di €.70,00, contributo di €.8,00 e contributo di €.6.20 per il rilascio della riabilitazione.

    Presenta tutto in Cancelleria e chiedi quando potrai avere la riabilitazione.Tieni presente di guardare in visura camerale quali sono le levate dei protesti e cioè Roma e Milano e quindi chiedi più duplicati al Tribunale allegando per ogni richiesta o copia un contributo di €.6.20.

    Fatto ciò devi procurarti da internet la modulistica di cancellazione all’albo. Alleghi a questa un contributo o marca da bollo di €.14,62 un versamento di €.8,00 per ogni titolo protestato, il c/c lo trovi sui siti, alleghi fotocopia documento identità fronte-retro, la riabilitazione del Tribunale, la visura camerale,la ricevuta di versamento di €.8,00 per titolo e spedisci per A/R e attendi una ventina di giorni circa. Per sapere se è tutto a posto, trascorso questo periodo rivolgiti nuovamente alla Camera di Commercio e chiedi visura.

    Mi auguro di essere stata chiara, e buona fortuna!!!!
    Un’ altra cosa, evita di farti protestare!! Uno può capitare ma dieci sembrano un vizio.
    Ciao

  • karalis 6 luglio 2008 at 11:16

    Vincenzo Landolfo 4 luglio 2008 at 00:40
    ciao sono landolfo vincenzo ho subito il mio primo protesto di un assegno postale 4 anni fa e da allora non riesco ad abilitarmi. mi sono avvalso di sedicenti avvocati che mi anno spillato solo soldi e niente più, nel frattenpo ne ho subiti degli altri e ogni volta mi tocca pagare il 10% di interessi farmi fare la delibera dal creditore correre in posta prima dei sessanta gg.a registrare l’avvenuto pagamento tardivo per non essere protestato. (così dice l’ufficio postale) e………trak puntualmente arrivo nel bollettino dei protesti. ma non doveva essere un pagamento tardivo,perchè allora risultano come protesti? cosa mi tocca fare per liberarmi da questa persecuzione che mi assilla.? tenendo presente che nel frattempo tra avvocati ed uffici specializzati non sono più in possesso dei titoli. ho accumulato 10 protesti. a che santo devo votarmi? non riesco a vivere in modo decente anche perchè qualsiasi cosa devo fare, dalla macchina al semplice telefonino, mi tocca mettere mano al portafogli.-che ormai mi quarda con occhi da morituro, supplicandomi,pietà,…non ho niente da darti..

    landolfo vincenzo 6 luglio 2008 at 00:54
    aricciao… sono di nuovo qua,, visto che nessuno mi a dato delucidazione. in merito alla mia domanda. vorrei sottopormi ad un altro dilemma che affligge il nostro beneamato paese…,il sud italia…., e più precisamente casal di principe l’ormai noto paese alla ribalta della cronaca per i suoi clan camorristici. mi chiedo e mi domando, il berlusca e davvero intenzionato a ripulirlo?….

    andolfo vincenzo 6 luglio 2008 at 00:57
    (i miei protesti),,,, cè nè per fare un libro,, un buon libro

    Caro Vincenzo, non ti è stata data risposta perchè la descrizione delle tue vicissitudini è molto complessa, e non bastano, ahimè, poche righe per renderla chiara e quindi suscettibile di risposta esauriente e precisa.

    Per quel che riguarda Casal di principe, beh anche in questo caso non saprei risponderti. Vista l’esperienza siciliana (i cannoli di Totò Cuffaro, l’alleanza con l’MPA di Raffaele Lombardo, la dichiarazione di eroismo per Vittorio Mangano e le frequentazioni a dir poco equivoche di Renato Schifani, dubito che con questo governo si possa far qualcosa.

    Ad esser sinceri tuttavia, dubito che qualcosa si possa fare con qualsiasi governo.

    Mafia, camorra, ndrangheta sono ormai radicalmente diffuse, come metastasi, nel tessuto della società italiana.

  • karalis 12 giugno 2008 at 15:45

    salve, sono luigi cirulli, ho fatto richiesta di riabilitazione per il protesto di n 1 assegno bancari,
    ho ricevuto l’istanza di ribilitazione dall tribunale di foggi circa 15 scorsi il mio legale mi dice che devono trascorerre almeno altri 15 e mai possibile.
    distinti saluti luigi cirulli

    L’istanza di cancellazione per protesti relativi ad “assegni “ è ricevibile solo dopo che sia pervenuto all’Ufficio Protesti il decreto di riabilitazione del Tribunale. La cancellazione del protesto, oggetto della riabilitazione, potrà essere eseguita, solo dopo la pubblicazione del decreto nel Registro informatico dei Protesti per un periodo di 10 giorni (art.17 L. 7.03.1996, n. 108).

    I decreti emessi dal Tribunale vengono trasmessi all’Ufficio Protesti direttamente dalla cancelleria del Tribunale.

    La cancellazione del protesto potrà essere eseguita dall’Ufficio Protesti solo dopo il decorso del periodo di pubblicazione. In questo caso è la Camera di Commercio che, ricevuto il decreto dal Tribunale, provvede ad informare l’interessato che è possibile presentare la domanda di cancellazione per riabilitazione.

    Sulla domanda decide, con determinazione, il dirigente responsabile dell’Ufficio Protesti entro 20 giorni dal deposito dell’istanza.

    L’Ufficio Protesti provvede alla cancellazione del nominativo entro 5 giorni dalla data del provvedimento dirigenziale (art. 2, n. 3 L.18 agosto 2000, n. 235).

    Come vedi Luigi, il tuo legale è stato fin troppo ottimista. Ci vogliono almeno 35 giorni dopo il decreto di riabilitazione del Tribunale ….

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