Il piano di ammortamento francese nei mutui può essere sia a tasso fisso che a tasso variabile

Il piano di ammortamento francese può essere sia a tasso fisso che a tasso variabile. La sua caratteristica principale è che, a parità di tasso, la rata rimane costante per tutta la durata dell'ammortamento.

Non ho intenzione di annoiarvi con una complicata formula di matematica finanziaria (che comunque è disponibile per gli appassionati in una completa - e complessa - trattazione su wikipedia), perciò utilizzerò esempi finanziariamente scorretti, ma che costituiscono una semplificazione efficace a sfatare il primo e più diffuso mito che circonda questo piano di rimborso: “Si pagano prima tutti gli interessi, poi si restituisce il capitale”. Semplicemente questo NON è vero.

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  • vito lops 16 giugno 2011 at 06:28

    Mutui, un piano di ammortamento non vale l'altro. La stragrande maggioranza (il 99%) dei piani di rimborso applicati dalle banche che operano in Italia sono "alla francese". Come funzionano? La rata (a parità di tasso) è costante. A dettar legge è la quota interessi che varia in base al tasso di periodo conteggiato sul debito residuo. Dato che nella parte iniziale del mutuo il debito residuo è alto la quota interessi è cospicua e, pertanto, nettamente superiore rispetto alla quota capitale.

    L'effetto finale è che all'inizio si pagano soprattutto interessi; a mano a mano che il capitale viene restituito, l'ammontare degli interessi diminuisce (perché diminuisce il debito residuo su cui viene conteggiata) e la quota capitale aumenta. La modalità di calcolo degli interessi ha una conseguenza importante: eventuali rialzi dei tassi, se avvengono nelle rate finali del rimborso, hanno sulle tasche del mutuatario un impatto poco rilevante, perché ormai il debito residuo è ridotto.

    Detto ciò, va precisato che non esiste un unico modello di piano di ammortamento alla francese. Ma ve ne sono due, con effetti importanti, per un mutuo a tasso variabile, sul pagamento degli interessi e sulla volatilità della rata: il piano classico e quello modificato.

    Piano classico - Nel primo modello, utilizzato fra i vari istituti da UniCredit, CheBanca (a parte per il mutuo variabile con cap, ndr) e Cariparma, ogni mese al variare del tasso viene ricalcolato il piano di ammortamento. Cambiano quindi quota capitale e quota interessi.

    Pano modificato - nel secondo, utilizzato da Bnl, Ing direct, Barclays e Intesa Sanpaolo, le quote capitale sono determinate per tutta la durata sul tasso iniziale; sono pertanto congelate e sulle stesse si sommano le quote interessi calcolate con il tasso di periodo».

    La differenza? Il primo modello, tendendo a una normalizzazione delle rate, offre il vantaggio di una rata meno volatile. Con il secondo, però, ai tassi attuali e ipotizzando che nei prossimi anni l'Euribor oscilli tra l'1 e il 5%, si otterrebbe un risparmio sul totale interessi tra il 3 e il 5 per cento.

    Lo svantaggio? Si rischia di incappare in una variazione eccessiva delle rate in alcuni periodi tale da rischiare di scompaginare il budget familiare.

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