Il piano di ammortamento francese nei mutui può essere sia a tasso fisso che a tasso variabile


Il piano di ammortamento francese può essere sia a tasso fisso che a tasso variabile. La sua caratteristica principale è che, a parità di tasso, la rata rimane costante per tutta la durata dell’ammortamento.

Non ho intenzione di annoiarvi con una complicata formula di matematica finanziaria (che comunque è disponibile per gli appassionati in una completa – e complessa – trattazione su wikipedia), perciò utilizzerò esempi finanziariamente scorretti, ma che costituiscono una semplificazione efficace a sfatare il primo e più diffuso mito che circonda questo piano di rimborso: “Si pagano prima tutti gli interessi, poi si restituisce il capitale”. Semplicemente questo NON è vero.

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Stai leggendo Il piano di ammortamento francese nei mutui può essere sia a tasso fisso che a tasso variabile Autore Piero Ciottoli Articolo pubblicato il giorno 18 Agosto 2013 Ultima modifica effettuata il giorno 27 Giugno 2020 Classificato nella categoria tipologie piano ammortamento mutuo Inserito nella sezione mutui per acquisto casa e affitti.

Commenti e domande

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  • vito lops 16 Giugno 2011 at 06:28

    Mutui, un piano di ammortamento non vale l’altro. La stragrande maggioranza (il 99%) dei piani di rimborso applicati dalle banche che operano in Italia sono “alla francese”. Come funzionano? La rata (a parità di tasso) è costante. A dettar legge è la quota interessi che varia in base al tasso di periodo conteggiato sul debito residuo. Dato che nella parte iniziale del mutuo il debito residuo è alto la quota interessi è cospicua e, pertanto, nettamente superiore rispetto alla quota capitale.

    L’effetto finale è che all’inizio si pagano soprattutto interessi; a mano a mano che il capitale viene restituito, l’ammontare degli interessi diminuisce (perché diminuisce il debito residuo su cui viene conteggiata) e la quota capitale aumenta. La modalità di calcolo degli interessi ha una conseguenza importante: eventuali rialzi dei tassi, se avvengono nelle rate finali del rimborso, hanno sulle tasche del mutuatario un impatto poco rilevante, perché ormai il debito residuo è ridotto.

    Detto ciò, va precisato che non esiste un unico modello di piano di ammortamento alla francese. Ma ve ne sono due, con effetti importanti, per un mutuo a tasso variabile, sul pagamento degli interessi e sulla volatilità della rata: il piano classico e quello modificato.

    Piano classico – Nel primo modello, utilizzato fra i vari istituti da UniCredit, CheBanca (a parte per il mutuo variabile con cap, ndr) e Cariparma, ogni mese al variare del tasso viene ricalcolato il piano di ammortamento. Cambiano quindi quota capitale e quota interessi.

    Pano modificato – nel secondo, utilizzato da Bnl, Ing direct, Barclays e Intesa Sanpaolo, le quote capitale sono determinate per tutta la durata sul tasso iniziale; sono pertanto congelate e sulle stesse si sommano le quote interessi calcolate con il tasso di periodo».

    La differenza? Il primo modello, tendendo a una normalizzazione delle rate, offre il vantaggio di una rata meno volatile. Con il secondo, però, ai tassi attuali e ipotizzando che nei prossimi anni l’Euribor oscilli tra l’1 e il 5%, si otterrebbe un risparmio sul totale interessi tra il 3 e il 5 per cento.

    Lo svantaggio? Si rischia di incappare in una variazione eccessiva delle rate in alcuni periodi tale da rischiare di scompaginare il budget familiare.

  • Roberta 29 Giugno 2009 at 13:46

    Finalmente una spiegazione chiara ed efficace su come funziona un piano di ammortamento e su come si calcola il tasso ogni volta sul capitale residuo. è utile ai fini del calcolo del tasso da confrontare con i tassi soglia usura.
    grazie!!!