Regole di pignorabilità di stipendi e pensioni

Fermo restando i principi secondo i quali:

  1. la quota pignorata dello stipendio o della pensione non può superare la metà dell'importo percepito dal lavoratore o dal pensionato, al netto delle ritenute di legge;
  2. nel caso di cessioni preesistenti alla notifica del pignoramento la quota pignorata dello stipendio o della pensione non può eccedere la differenza fra metà dello stipendio/pensione al netto delle ritenute e l'importo già ceduto.

Valgono le seguenti regole:

  1. i crediti da lavoro dipendente e da pensione possono essere pignorati per debiti alimentari entro la misura di un terzo;
  2. i crediti da lavoro dipendente e da pensione possono essere pignorati per debiti speciali nella misura massima di un quinto. Non è necessaria la preventiva autorizzazione del giudice (pignoramento esattoriale). In particolare lo stipendio o la pensione del debitore potranno subire un prelievo mensile nella misura massima di:
    •  1/10 nel caso in cui l'importo mensile percepito dal debitore sia minore di 2.500 euro
    •  1/7 nel caso in cui l'importo mensile percepito dal debitore sia compreso fra 2.500 e 5.000 euro
    •  1/5 nel caso in cui l'importo mensile percepito dal debitore vada oltre i 5.000 euro.

    Va ricordato che l'attuale legislazione consente all'agente della riscossione (Equitalia) di procedere al pignoramento del credito vantato dal debitore verso soggetti terzi, attraverso una procedura notevolmente accelerata rispetto a quella ordinaria (debiti con banche, finanziarie e privati).

  3. i crediti da lavoro dipendente possono essere pignorati per debiti ordinari nella misura di un quinto;
  4. i crediti da pensione possono essere pignorati per debiti ordinari nella misura di un quinto. Ma deve essere garantito al pensionato un residuo, al netto della quota pignorata, non inferiore al minimo vitale.  La ratio di questa trattamento particolare riservato ai crediti da pensione a fronte di debiti ordinari risponde ad un criterio di ragionevolezza.  Infatti, sebbene l'interesse pubblico a che il pensionato goda di un trattamento adeguato alle esigenze di vita comporti e debba comportare una compressione del diritto dei creditori nel soddisfare le giuste pretese  sulla pensione, tale compressione non può essere totale e indiscriminata. Essa deve assicurare al pensionato  i mezzi adeguati alle proprie esigenze di vita e, contemporaneamente, non imporre ai terzi creditori un sacrificio delle loro ragioni creditorie oltre questo limite. Consegue allora che - per debiti ordinari - la pensione è pignorabile, nei limiti di un quinto, per la parte eccedente quanto necessario ad assicurare al pensionato mezzi adeguati alle esigenze di vita (minimo vitale);
  5. i crediti alimentari possono essere pignorati solo per debiti alimentari. E' necessaria la preventiva autorizzazione del presidente del tribunale competente. Il decreto di autorizzazione al pignoramento dei crediti alimentari deve stabilire anche il quantum (che non può comunque eccedere la metà del credito alimentare);
  6. i crediti da mantenimento possono essere pignorati per la parte eccedente il "minimo vitale.

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Commenti e domande dei lettori

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  • Simone di Saintjust 21 giugno 2013 at 11:44

    Sua sorella risponderà dei debiti di sua madre solo dopo la morte della genitrice, se non rinuncerà all'eredità. Le banche non si "abbassano" ad effettuare pignoramenti presso la residenza del debitore, almeno così è stato fino ad ora. Ma, se anche fosse, con l'opposizione al giudice per le esecuzioni e l'esibizione del contratto di ospitalità, il pignoramento si rivelerebbe comunque infruttuoso.