La raccomandata da inviare alla società di recupero crediti

Per concludere, questi diritti non vanno tuttavia reclamati per telefono: il debitore deve inviare quanto prima una comunicazione con raccomandata AR alla società di recupero crediti che cerca di estorcere importi non dovuti, o dovuti ma senza dare prova al debitore delle garanzie a cui ha diritto.

Perchè è necessaria una comunicazione scritta? Perchè se un domani la società di recupero crediti decide di adire le vie legali per la riscossione del credito, il debitore potrà facilmente difendersi ricorrendo a sua volta al giudice.

Ecco signor giudice, in data x scrissi al mio presunto creditore dichiarandomi disposto a pagare il dovuto. Ho qui la ricevuta della raccomandata. Chiesi solo, come la legge ed il buon senso prevedono, di:

- prendere visione della/e lettera/e di cessione del credito;

- avere informazioni, attraverso un estratto conto analitico, dei debiti imputati a mio carico, delle spese di riscossione applicate, dei tassi di mora praticati ecc..;

- formalizzare un contratto - su carta e non concluso attraverso una telefonata - regolarmente sottoscritto da entrambe le parti (creditore e debitore);

- ottenere l'impegno, da parte del creditore, sul rilascio, a debito escusso, della liberatoria che mi consentisse poi procedere alla cancellazione del mio nominativo dagli elenchi dei cattivi pagatori.

A questa mia non c'è stata alcuna risposta se non la notifica di una richiesta di  decreto ingiuntivo da parte del creditore.

Il giudice condannerà la società di recupero crediti al pagamento di tutte le spese legali e non concederà  il decreto ingiuntivo.

Ed allora, prenda carta e penna, gentile lettore, e scriva:

“Spettabile società,

scrivo in riferimento alla vostra comunicazione del novembre ultimo scorso, inerente il recupero di un presunto credito da voi vantato nei miei confronti.

Dichiaro fin d'ora la mia piena disponibilità ad onorare tutte le eventuali obbligazioni assunte.

Pertanto, allo scopo di consentire allo scrivente di rientrare, al più presto possibile, dalla esposizione debitoria che voi asserite essere stata maturata, vi invito ad inviare all'indirizzo in epigrafe ed a mie spese, la seguente documentazione:

1. lettera di cessione del credito;

2. estratto conto cronologico;

Distinti saluti”

Letture consigliate

1) Come non pagare tutto il debito e vivere sereni!
2) Una guida di sopravvivenza per debitori assediati

Sarà comunque istruttivo leggere tutto quanto presente nella sezione Consigli al debitore.

Per fare una domanda sulle procedure giudiziali ed extragiudiziali di recupero crediti, sul recupero crediti in generale e su tutti gli argomenti correlati clicca qui.

29 novembre 2009 · Paolo Rastelli

Richiedi assistenza gratuita sugli argomenti trattati nell'articolo

Richiedi assistenza gratuita o ulteriori informazioni su la raccomandata da inviare alla società di recupero crediti.

Commenti e domande dei lettori

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima autenticarti cliccando qui. Potrai anche utilizzare le icone posizionate in basso nel pannello di registrazione, che ti consentiranno l'accesso diretto con un account Facebook, Google+ o Twitter.

  • elsa 8 febbraio 2010 at 16:07

    Vi ho "trovati" seguendo un mio compagno di sventura (http://indebitati.it/due-giorni-fa-ricevo-una-diffida-di-pagamento/)

    Anch'io sono diffidata e citata da una casa editrice ma qui il problema non è verificare la cessione di un credito, bensì dimostrare o meno che il debito sussista.

    Nel febbraio scorso (8 anni dal presunto debito) il legale di una casa editrice mi ha diffidata a pagare una presunta "rata" che io non ritenevo di dovere. Si trattava di una serie di pubblicazioni che l'editore mi inviava a seguito proposta telefonica (nessun contratto, nessuna firma che io ricordi). La prima l'ho ricevuta e pagata, le altre le ho rispedite (rifiutate al mittente) perchè facevano pena e compassione.

    Ho incautamente ignorato la diffida e ora (un altro anno ancora è trascorso) ho ricevuto addirittura una citazione a comparire davanti al Giudice di Pace a Milano (io sono di Catania) per quel presunto debito, con il rischio di dover pagare anche interessi e spese legali!
    Telefonicamente, mi è stato elegantemente fatto notare che assumere un avvocato a mia volta per difendermi e presenziare all'udienza a 1200 km di distanza sarebbe più oneroso che pagare un debito che non credo di avere.

    A me sembra un'estorsione mascherata. Io non ricordo di avere alcun pagamento in sospeso con la società che mi cita, ma non ho nessun tipo di documentazione (neanche di quella pubblicazione ricevuta e pagata...sono passati quasi dieci anni, avrei dovuto conservarli così a lungo?)

    Loro hanno i loro file contabili che attestano che ho rispedito indietro tutti gli altri volumi, ma che comunque vantano un qualche credito nei miei confronti. Come mi difendo? Di certo non ho più ricevute postali o bollettini, ma loro non hanno neanche una mia firma. Possono davvero obbligarmi a spendere un pozzo di soldi per un debito che reclamavano di meno di 20 euro ma che io sono convinta non dovevo? Con il senno di poi, avrei dovuto pagarli a mò di tangente per evitare guai peggiori? Perchè così basterebbe reclamare un qualunque pagamento di beni a distanza di 8-9 anni per incassare del denaro...ai più sarebbe difficile dimostrare di non dovere quei pagamenti, e se la giustizia costa più della prevaricazione, allora si farebbe prima a pagare. Davvero triste :(

1 2 3