proposta di saldo a stralcio

Domanda di steffranchi64
9 agosto 2015 at 19:55

Io non ho capito bene: ho un debito di 9400 euro di 3 anni con finanziaria, e mi consigliate di pagare 940 euro; ma volevo farle presente che la pratica è rimasta sempre alla stessa società e non ceduta ad altri. Solo che ora mi ha chiamato ufficio legale contenzioso dicendomi di fare una proposta non bassa ma giusta. Ora io non so su 9400 euro che percentuale in genere si propone per un saldo stralcio?

Io pensavo un 30 per cento: c'è chi mi dice deve essere minimo il 40 per cento; se può spiegarmi e che tipo di lettera devo scrivere domani per fare la proposta di saldo e stralcio.

Risposta di Ludmilla Karadzic
9 agosto 2015 at 20:20

Molto strano che la finanziaria creditrice di prima istanza proponga una soluzione a saldo stralcio. Di solito, si adotta questa tecnica per capire se il debitore è interessato, o meno, alla chiusura della posizione: se il debitore fa una proposta, vuol dire che ha qualcosa da perdere e si ottiene l'informazione a costo zero, senza procedere ad una preventiva investigazione patrimoniale. Con il rischio, per il debitore, di vedersi poi rifiutato l'importo prospettato, con una successiva richiesta di rientro dell'intero capitale.

A mio parere la situazione va gestita innanzitutto analizzando se l'eventuale alternativa giudiziale può portare ad un pignoramento fruttuoso da parte del creditore. In altre parole, il debitore deve capire cosa ha da perdere nel caso in cui il creditore promuovesse un'azione esecutiva, tipo pignoramento dello stipendio o iscrizione ipotecaria su immobile di proprietà.

E, comunque, è prassi che chi propone l'accordo indichi anche la cifra da cui partire nella trattativa.

Se il debitore è nullatenente, oppure ritiene di poter sopportare un eventuale pignoramento del 20% dello stipendio, l'approccio migliore è quello di non rispondere all'offerta formulata dal creditore ed attendere la cessione del credito per poter poi accedere ad una "vera" soluzione a saldo stralcio.

Quello che è certo è che al buio, senza avere contezza della situazione patrimoniale e reddituale del debitore e senza avere un suo profilo psicologico (in altre parole senza conoscere la sua propensione al rischio nonché la sua capacità di sopportazione e resistenza rispetto alla pressione esercitata dal debitore) non è possibile suggerire una percentuale di riduzione del capitale a debito da proporre al creditore.