Conti dormienti estinti – come chiederne la restituzione

Come chiedere la restituzione di un conto dormiente estinto

I titolari (o anche i loro delegati, compresi gli eredi) di un rapporto non “risvegliato” nei termini, quindi classificato come “conto dormiente estinto”, e come tale devoluto al Fondo per il risarcimento delle vittime dei crack finanziari (Cirio, Parmalat, bond argentini) potranno, finalmente, rivendicare il diritto di credito sulle somme trasferite e rimpossessarsi così dei propri averi.

A far data da lunedì 14 Giugno 2010 – CONSAP S.p.a, società interamente partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze – in relazione all’affidamento alla stessa della gestione delle richieste di rimborso di somme affluite al Fondo “rapporti dormienti” (art. 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266) – gestirà i contatti telefonici con gli istanti attraverso la linea dedicata 06-85796444, attiva nei giorni feriali dal lunedì al giovedì nell’orario 9,00 – 17,00 ed il venerdì dalle ore 9,00 alle ore 13.00.

Il ruolo di CONSAP

In particolare, Consap fornirà assistenza e indicazioni a quanti abbiano già inviato le domande di rimborso al Ministero dell’Economia e delle Finanze nonchè a coloro che – consultando gli elenchi pubblicati sul sito www.tesoro.it o ricevendo direttamente informazioni dagli Intermediari – risultino tra i titolari o gli aventi diritto di rapporti confluiti al citato Fondo.

Nota importante – non è possibile chiedere il rimborso per depositi e libretti non movimentati da più di 10 anni

Il termine di legge per la prescrizione dei crediti è di 10 anni, e questo vale anche per i conti dormienti, ossia per tutti quei depositi dimenticati e sui quali non sono state compiute operazione da parte del titolare nell’ultimo decennio. Nel 2008, inoltre, è entrata in vigore la legge che ha previsto che le somme dimenticate sui conti a partire dal 1997 fossero versate al Tesoro e non più incamerate dalle banche, come avveniva in precedenza sempre allo scadere dei 10 anni di prescrizione. Questo significa che tutte le somme giacenti su depositi o libretti sui quali non sono state compiute operazioni negli ultimi 10 anni non sono più riscuotibili in nessun caso.

Il DPR 116/07

Ricordiamo che il D.P.R. n. 116/07 ha specificato i criteri per individuare, nell’ambito del sistema finanziario, i conti definibili come dormienti. Rientrano in tale categoria i rapporti contrattuali (depositi di somme di denaro; depositi di strumenti finanziari) in relazione ai quali non sia stata effettuata alcuna operazione o movimentazione ad iniziativa del titolare del rapporto o di terzi da questo delegati per il periodo di tempo di 10 anni decorrenti dalla data di loro libera disponibilità.

La qualificazione di conto dormiente

Il Ministero aveva altresì precisato che la qualificazione come “dormiente” di un determinato conto non pregiudicava il diritto alla restituzione al titolare: quest’ultimo avrebbe potuto richiedere la restituzione delle relative somme o alla Banca o all’Intermediario presso cui risultava sussistere il rapporto. Oppure  direttamente al MEF, entro il normale termine prescrizionale, nel caso in cui i relativi importi fossero già stati trasferiti dalla Banca o dall’Intermediario al relativo Fondo.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze non aveva però definito il provvedimento attuativo con le procedure attraverso le quali gli aventi diritto potevano rivendicare le somme devolute al fondo entro i dieci anni dall’avvenuto trasferimento. Lasciando nel panico e nell’incertezza migliaia di correntisti e di titolari di libretti di risparmio.

Della vicenda relativa ai conti dormienti si era anche occupata “striscia la notizia”, nelle puntate del 26 novembre e del 17 dicembre 2009, e “Guardia Civica”:

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Stai leggendo Conti dormienti estinti – come chiederne la restituzione Autore Antonio Scognamiglio Articolo pubblicato il 13 giugno 2010 Ultima modifica effettuata il 1 gennaio 2014 Classificato nelle categorie conti correnti bancari e postali Etichettato con tag , , , . Archiviato nella sezione origine dei debiti » assegni cambiali servizi bancari e postali » conti correnti e servizi bancari – l’arbitro bancario finanziario Numero di commenti e domande: 9 Clicca qui per inserire un commento o porre una domanda

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Commenti e domande dei lettori

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  • Rosaria Proietti 28 aprile 2012 at 12:03

    I titolari (o anche i loro delegati, compresi gli eredi) di un rapporto non “risvegliato” nei termini, quindi classificato come “conto dormiente estinto”, e come tale devoluto al Fondo per il risarcimento delle vittime dei crack finanziari (Cirio, Parmalat, bond argentini) potranno, finalmente, rivendicare il diritto di credito sulle somme trasferite e rimpossessarsi così dei propri averi.

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