Carla Benvenuto

Il valore dell’usufrutto vitalizio, di cui è titolare un soggetto 60 enne, gravante su un immobile la cui piena proprietà è pari a 200 mila euro, ad oggi vale circa 120 mila euro (il valore della nuda proprietà si riduce, di conseguenza, a 80 mila euro): almeno secondo le correnti modalità di calcolo aggiornate dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e valide per il 2020 sulla base del nuovo tasso di interesse legale (qui la risorsa web per effettuare il calcolo).

Ricordiamo che, secondo il nostro codice di procedura civile, possono essere pignorati anche i diritti reali attribuiti al debitore e diversi dalla piena proprietà (usufrutto, uso, enfiteusi, superficie, nuda proprietà)

Pertanto, la banca potrà procedere a pignorare, mettere all’asta ed espropriare il diritto di usufrutto della debitrice: l’assegnatario potrà esercitare il diritto di usufrutto, fino alla morte della debitrice, ad esempio, locando l’appartamento a terzi o alla nipote che attualmente ci vive.

Alla debitrice inadempiente resterà il debito residuo pari alla differenza fra il debito attuale (70 mila euro maggiorato dagli interessi moratori e dalle spese legali sostenute dalla controparte) diminuito di quanto ricavato dalla vendita all’asta.

Chi avesse la curiosità di apprendere quali differenze vi siano fra diritti reali quali uso e usufrutto e il diritto di abitazione (che è impignorabile) può leggere questo articolo.

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