Un esempio di recupero crediti epistolare scorretto

In allegato al presente post potete trovare un esempio di come NON devono essere inviate comunicazioni ai debitori da parte dei creditori.

Il creditore in questione è un'importante società cessionaria di crediti, che opera a livello nazionale.

Analizziamo le scorrettezze della presente comunicazione:

  1. la comunicazione è arrivata a mezzo cartolina postale, aperta e leggibile da chiunque. Contiene inoltre nel testo elementi che possono ricondurre al recupero crediti. La somma di questi due elementi è stata sanzionata dal Garante della privacy, il quale ha sancito che le comunicazioni rivolte ai debitori devono essere inviate in busta chiusa.
  2. la comunicazione è strutturata in modo da simulare un atto giudiziario, o quantomeno è fatta in modo da indurre il cittadino più debole a poter pensare in qualche modo di trovarsi di fronte ad un atto giudiziario. Tale comportamento, secondo la giurisprudenza più recente, può configurare il reato di estorsione.

Il creditore in questione è passibile sicuramente di segnalazione al Garante della Privacy, ed a mio parere potrebbe essere analizzata anche la possibilità di una querela per estorsione.

In ogni caso, non buttate mai via queste comunicazioni casomai Vi arrivassero, ma conservatele accuratamente.

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Stai leggendo Un esempio di recupero crediti epistolare scorretto Autore Carla Benvenuto Articolo pubblicato il giorno 28 agosto 2013 Ultima modifica effettuata il giorno 16 marzo 2017 Classificato nella categoria tutela debitore - difesa dalle scorrettezze Inserito nella sezione tutela dei beni del debitore del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

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