Notifica della cartella esattoriale – termini di decadenza e di prescrizione

I termini di decadenza e prescrizione variano a seconda del tipo di credito preteso nella cartella esattoriale

La cartella esattoriale deve essere notificata entro termini ben precisi. Questi termini si distinguono in termini di decadenza e termini di prescrizione.

I termini di decadenza, ove non rispettati, comportano la perdita della possibilità di esercitare un determinato potere. Ad esempio, nel caso della cartella esattoriale notificata oltre il termine di decadenza, l'ente creditore perde il potere di procedere alla riscossione tramite ruolo.

Resta salvo, tuttavia, il credito preteso, che potrebbe essere recuperato mediante le procedure ordinarie previste dal codice di procedura civile, quali ad esempio il ricorso per decreto ingiuntivo.

I termini di decadenza non possono essere sospesi nè interrotti (a differenza dei termini di prescrizione). In altre parole, la decadenza è impedita solo dal compimento dell'atto previsto dalla legge (o dall'accordo delle parti).

I termini di prescrizione, invece, ove non rispettati, comportano l'estinzione del diritto. Una volta decorsa la prescrizione, pertanto, l'ente creditore non può più chiedere il pagamento nè tramite ruolo nè tramite altre procedure.

I termini di prescrizione possono essere sospesi o interrotti. Ad esempio, interrompe la prescrizione la richiesta di pagamento o il riconoscimento del debito da parte del debitore. Dal giorno dell'interruzione, inizia a decorrere ex novo il termine di prescrizione.

In materia di riscossione tramite ruolo, i termini di prescrizione e di decadenza sono diversi a seconda del tipo di credito per cui si procede.

Per tale motivo non si può dire che esista un termine di prescrizione proprio della cartella. Il termine di prescrizione esiste, ma è diverso a seconda del tipo di tributo oggetto dell'iscrizione a ruolo.

In linea generale e con estrema sintesi, si può affermare che il termine di prescrizione della cartella (ovvero il termine entro il quale la cartella deve essere notificata) segue quello del tributo riscosso.

Tranne alcune eccezioni, come avremo modo di vedere. In particolare per quel che riguarda cartelle esattoriali emesse per la riscossione di crediti erariali o in seguito a sentenza passata in giudicato.

Ma esaminiamo in dettaglio i termini di prescrizione e decadenza per natura del credito.

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Stai leggendo Notifica della cartella esattoriale – termini di decadenza e di prescrizione Autore Antonella Pedone Articolo pubblicato il giorno 24 gennaio 2011 Ultima modifica effettuata il giorno 18 luglio 2017 Classificato nella categoria cartella esattoriale - prescrizione e decadenza Inserito nella sezione cartelle esattoriali - cartelle di pagamento del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

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  • giorgio76 3 febbraio 2016 at 22:16

    Ho un po’ di confusione in testa…
    Il comune dove sono nato sta cercando in ogni modo di far cassa.
    Mi è stata notificata una cartella relativa al mancato pagamento TARSU per gli anni 2010, 2011, 2012. La procedura di notifica è stata alquanto scorretta, infatti pur non avendo la residenza nella casa di proprietà mia e di mio fratello da dieci anni, ora disabitata avendo anche mio fratello cambiato residenza, la cartella è stata notificata presso quell’indirizzo il 10 gennaio 2016. Giusto per caso nostro padre, passando da lì, ha pensato bene di andare a ritirare la cartella falsificando la mia firma. Evitando le lungaggini che comporterebbe il dimostrare la fallacità di questa notifica, tenendo conto del fatto che prima del 10 gennaio 2016 non mi è mai stato notificato nulla, posso pensare che tutti i tributi relativi ai tre anni possano essere andati in prescrizione (eventualmente sarebbe stata valida quella relativa al 2012 se notificata entro il 31/12/2015…)? In questo caso, cosa dovrei fare? Chiedere prima prova di eventuale notifica (presso, ovviamente, la mia residenza nonché abitazione abituale) all’ente della riscossione? Posso fare ciò tramite posta elettronica certificata essendo a 1000 chilometri dagli uffici dell’ente?
    Ringrazio anticipatamente per la risposta.

    • Annapaola Ferri 11 febbraio 2016 at 05:21

      Non volendo (e non potendo) procedere con querela di falso, dal momento che suo padre rischierebbe di trovarsi coinvolto nella vicenda (l’impiegato addetto alla consegna della posta in giacenza potrebbe ricordare chi ha firmato come destinatario, senza contare il fatto che sicuramente avra’ registrato almeno gli estremi del documento di identita’) non le resta che considerare corretto il perfezionamento di una notifica, che, altrimenti, sarebbe risultata irrimediabilmente viziata.

      Quando c’e’ omissione di dichiarazione TARSU,le annualita’ che possono essere accertate e pretese dall’amministrazione comunale sono cinque. Con una notifica effettuata entro il 31 dicembre 2015, puo’ essere pretesa la TARSU relativa al 2010 (il termine di decadenza e’ il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui il tributo avrebbe dovuto essere versato).

      Tenga anche presente che sono diversi i tempi in cui va considerata perfezionata la notifica per mittente e destinatario. Per il decorso del termine di decadenza va considerata la data in cui l’amministrazione consegna l’atto all’ufficio postale. Per il decorso dei termini di impugnazione dell’atto,il destinatario deve prendere a riferimento la data di consegna da parte del postino, quella di ritiro dalla posta in giacenza (se effettuato entro 10 giorni dal deposito), la data di compiuta giacenza (10 giorni successivi al deposito) se il ritiro dell’atto e’ effettuato dopo tale data.

  • Alberto Terenzi 30 settembre 2015 at 15:19

    L’avviso di accertamento è stato notificato il 10/09/2015. La denuncia è stata presentata in ritardo (01/08/2011) per una variazione da terreno agricolo ad area edificabile avvenuta nell’aprile 2009. Quindi, la denuncia avrei dovuto presentarla entro giugno 2010. Premetto che nell’avviso di accertamento che mi è stato notificato non sono state calcolate nè sanzioni, nè interessi, ma solo la semplice imposta. Questo atteggiamento del comune mi fa pensare che non abbiano gli strumenti per applicare sanzioni ed interessi.

    • Annapaola Ferri 30 settembre 2015 at 15:34

      Se la denuncia non è stata presentata nei termini, entro il 2010, l’avviso di accertamento può essere notificato entro il 31 dicembre 2015.

  • Alberto Terenzi 30 settembre 2015 at 14:31

    Domanda:
    mi hanno notificato una cartella inerente all’ici del 2009. secondo la legge “…Gli avvisi di accertamento in rettifica e d’ufficio devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31/12 del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati”. Ora, a dichiarazione è stata presentata nel 2010, mentre il versamento è stato effettuato nel 2009. Quale dei due termini (dichiarazione o versamento) devo tener conto? Perché in un caso dovrei pagare e nell’altro no.

    • Annapaola Ferri 30 settembre 2015 at 15:06

      L’avviso di accertamento, nel suo caso, è stato probabilmente notificato nei termini, vale a dire entro il 31 dicembre 2014 (entro i cinque anni successivi a quello in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato o entro i quattro successivi alla presentazione della dichiarazione ICI).

      Si tenga presente che l’avviso di accertamento è notificato, anche per compiuta giacenza (temporanea irreperibilità del debitore) dal creditore, ovvero dall’ufficio tributi del Comune in cui è ubicato l’immobile soggetto a ICI. Nel caso di omesso pagamento nei 60 giorni previsti, il credito viene poi iscritto a ruolo ed affidato al concessionario della riscossione che provvede alla notifica della cartella esattoriale.

      Se vuole verificare la corretta data di notifica dell’avviso di accertamento (e le ragioni per cui non le è stato consegnato a casa) deve recarsi presso l’ufficio tributi del comune creditore e, tramite accesso agli atti, esigere copia della relata di notifica.

  • giacomo2 10 agosto 2012 at 03:46

    Domanda,ho letto sopra:
    Ciò in forza dell’articolo 1, comma 153, della Legge n. 244/2007 (finanziaria 2008), che ha modificato l’articolo 3 del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, per il quale: “A decorrere dal 1º gennaio 2008 gli agenti della riscossione non possono svolgere attività finalizzate al recupero di somme, di spettanza comunale, iscritte in ruoli relativi a sanzioni amministrative per violazioni del codice della strada di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, per i quali, alla data dell‘acquisizione di cui al comma 7, la cartella di pagamento non era stata notificata entro due anni dalla consegna del ruolo».
    Per Notificata entro Due anni dalla data d’iscrizione al ruolo si intende:
    Quando il cittadino viene messo a conoscenza, o meglio l’atto ha compiuto la sua notifica legale?
    O viene inteso quando la Polizia Municipale\Comune consegna la Cartella alle Poste? e se fosse quest’ultimo caso quando tempo ha poi a disposizione la Posta per Notificare la Cartella allinteressato… Es. 90 giorni 150 giorni…..?

    • Ludmilla Karadzic 10 agosto 2012 at 05:07

      La Cassazione nella sentenza n. 13970 del 26.07.2004 ha precisato: ”… deve ritenersi operante nell’ordinamento vigente un principio generale secondo il quale, qualunque sia la modalità di trasmissione, la notifica di un atto processuale, almeno quando debba compiersi entro un determinato termine, si intende perfezionata, dal lato del richiedente, al momento dell’affidamento dell’atto all’ufficiale giudiziario che funge da tramite necessario del notificante nel relativo procedimento vincolato”

      In altre parole al fine del rispetto di un termine pendente a carico del notificante, è sufficiente che l’atto sia tempestivamente consegnato all’ufficiale giudiziario (o al messo o alle poste). Mentre i termini per la tutela in giudizio del destinatario vengono fatti decorrere dal momento in cui è concreta la conoscibilità dell’atto a lui notificato, ovvero con il ricevimento dell’atto (o, comunque, decorsi dieci giorni dalla relativa spedizione nel caso di irreperibilità).

      Non sono stati previsti vincoli o scadenze precise per la consegna dell’atto al destinatario da parte degli agenti postali.

  • Rosaria Proietti 28 aprile 2012 at 11:58

    La cartella esattoriale deve essere notificata entro termini ben precisi. Questi termini si distinguono in termini di decadenza e termini di prescrizione.

    I termini di decadenza, ove non rispettati, comportano la perdita della possibilità di esercitare un determinato potere. Ad esempio, nel caso della cartella esattoriale notificata oltre il termine di decadenza, l’ente creditore perde il potere di procedere alla riscossione tramite ruolo.

    Resta salvo, tuttavia, il credito preteso, che potrebbe essere recuperato mediante le procedure ordinarie previste dal codice di procedura civile, quali ad esempio il ricorso per decreto ingiuntivo.

    I termini di decadenza non possono essere sospesi nè interrotti (a differenza dei termini di prescrizione). In altre parole, la decadenza è impedita solo dal compimento dell’atto previsto dalla legge (o dall’accordo delle parti).

    I termini di prescrizione, invece, ove non rispettati, comportano l’estinzione del diritto. Una volta decorsa la prescrizione, pertanto, l’ente creditore non può più chiedere il pagamento nè tramite ruolo nè tramite altre procedure.

    I termini di prescrizione possono essere sospesi o interrotti. Ad esempio, interrompe la prescrizione la richiesta di pagamento o il riconoscimento del debito da parte del debitore. Dal giorno dell’interruzione, inizia a decorrere ex novo il termine di prescrizione.

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