LA LEVATA DI PROTESTO DI UN TITOLO CAMBIARIO

L'ufficiale giudiziario (o il notaio, il segretario comunale, etc.) redige la "levata di protesto", dando così l'avvio alla relativa pratica. Si tratta di un documento -cartaceo o registrato su supporto informatico- riportante l'elenco mensile dei protesti emessi, solitamente diviso in due parti relative alla prima e alla seconda metà del mese.

Per ogni singola registrazione di protesto, o rifiuto di pagamento, devono essere indicati vari dati: il numero progressivo dell'elenco, data, luogo della levata o della registrazione, nome o denominazione e domicilio di chi ha chiesto il pagamento, nome o denominazione e domicilio di colui nei cui confronti c'è stata contestazione e levata del protesto - o che comunque si è rifiutato di pagare, il suo codice fiscale o la data e il luogo di nascita -nel caso di società , il numero di iscrizione al registro delle imprese.

Nell'elenco devono anche essere riportati la natura del titolo di credito protestato, la sua data di scadenza (per le cambiali e i vaglia cambiari), il codice della valuta, l'importo ed i motivi del rifiuto espressi con un codice.

Gli elenchi sono poi trasmessi al presidente del Tribunale della circoscrizione dove i soggetti che li hanno redatti esercitano le loro funzioni, entro il 5 ed il 20 di ogni mese.

Ogni primo del mese, inoltre, gli elenchi sono trasmessi anche al presidente della Camera di commercio della circoscrizione del Tribunale suddetto, tramite supporto informatico o per via telematica.

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Stai leggendo LA LEVATA DI PROTESTO DI UN TITOLO CAMBIARIO Autore Ludmilla Karadzic Articolo pubblicato il giorno 17 agosto 2013 Ultima modifica effettuata il giorno 19 giugno 2016 Classificato nella categoria protesto cambiali - approfondimenti ed integrazioni Inserito nella sezione protesti e protestati.

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  • maria serra 11 febbraio 2010 at 10:57

    Roma: protestati riabilitati con documenti falsi, 12 arresti delle Fiamme Gialle

    Riabilitavano le persone protestate prive dei necessari requisiti con un sofisticato sistema fraudolento. Questo è quanto scoperto dalla Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Roma.

    Nell’operazione le Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Tributaria, hanno arrestato dodici persone ed eseguito decine di perquisizioni presso le abitazioni degli indagati e le sedi di numerose societa’.

    Gli arrestati, costituenti un vero e proprio sodalizio criminale, si occupavano di ricostruire la posizione dei soggetti protestati, consentendogli in tal modo di ottenere illecitamente la riabilitazione.

    Il tutto era reso possibile grazie alla produzione di falsa documentazione attestante inesistenti requisiti soggettivi ad opera di compiacenti funzionari pubblici in servizio presso alcuni municipi Capitolini e il Tribunale Civile di Roma.

    Qui, in particolare, operava un cancelliere, oggi in pensione, che assicurava l’emissione dei decreti di riabilitazione. L’esistenza di tale illecito meccanismo ha, nel tempo, determinato una abnorme confluenza, sulla Capitale, di istanze di riabilitazione di soggetti protestati provenienti da tutto il territorio nazionale.

    L’indebita ricostruzione della posizione soggettiva dei protestati si perfezionava mediante: la falsa attestazione della residenza dei protestati a Roma; la formazione di dichiarazioni sostitutive firmate da ignari creditori attestanti l’avvenuto pagamento dei titoli protestati; la produzione di falsi titoli di credito (assegni e cambiali); la formazione di artefatte levate di protesto recanti false firme di notai e inesistenti numeri di repertorio.

    Per la produzione dei falsi documenti, necessari per ottenere il decreto di riabilitazione protesti, i sodali si sono avvalsi anche della collaborazione di alcune stamperie Capitoline che hanno abusivamente riprodotto i sigilli di Stato ed i timbri comunali, utilizzati successivamente per la formazione degli atti falsi. L’attivita’ fraudolenta non si e’ poi limitata al conseguimento della riabilitazione presso il Tribunale Civile.

  • giovanni 21 settembre 2009 at 21:34

    come posso controllare se sono un cattivo pagatore?

  • rosario ingroia 5 settembre 2009 at 18:54

    La normativa che regola la cancellazione del protesto è la nr. 235 del 2000, per procedere alla cancellazione è necessario rivolgersi al Presidente della Camera di Commercio della provincia competente per territorio bisogna inoltare la cosiddetta istanza di cancellazione.

    La cancellazione dal Registro Informatico dei protesti è ammessa nei seguenti casi:

    * dopo aver pagato entro 12 mesi dalla levata del protesto il titolo protestato ( costi comprensivi di oneri ed interessi), questa possibilità è riservata solo in caso di protesto del vaglia cambiario o cambiale o non per gli assegni, l’istanza è richiesta direttamente dal debitore.
    * Nel caso in cui si subisce e dimostri un protesto illegittimo o errato a proprio nome sia di cambiale che di assegno.
    * Sempre in caso di levata del protesto illeggittima o errata a cura dei pubblici ufficiali levatori o dagli Istituti Bancari.

    Nel caso in cui si procede al pagamento del titolo protestato (Vaglia o Cambiale ed Assegno) dopo 12 mesi dal protesto è necessario richiedere ed ottenere la riabilitazione al Tribunale competente per territorio, in seguito è necessario presentare l’istanza di cancellazione al presidente della Camera di Commercio allegando il decreto di riabilitazione, (è necessario che durante questo periodo non si subisca ulteriori protesti); oppure richiedere inserimento nell’archivio (registro informatico dei protesti) informazione di aver provveduto al pagamento.



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