Spread alle stelle – Influisce sul costo del mutuo?


Dopo tanti anni di sacrifici ho finalmente le carte in regola per riuscire a stipulare, e farmi accettare, un mutuo dal mio istituto di credito: sto tentennando, però, a causa delle notizie che circolano sullo spread alle stelle, che, appunto, potrebbe influire su costi e tassi del mutuo.

Cosa c’è di vero?

Televisioni, giornali e testate web ormai ci bombardano di notizie sullo spread, differenziale tra Btp nostrani e Bund tedeschi (titoli di stato), arrivato alle stelle: il terrorismo psicologico comprende anche le voci su una possibile relazione sul rialzo dei tassi dei mutui.

Ma cosa c’è di vero in tutto questo?

Non molto.

Partiamo da una premessa doverosa: chi ha in corso un mutuo a tasso fisso non rischia nulla, nemmeno se lo spread s’impennasse a 1.000.

Chi ne ha acceso uno a tasso variabile dovrebbe monitorare l’Euribor o, in una minoranza dei casi, i tassi BCE a cui il prestito è stato agganciato.

E i movimenti di questi ultimi mesi confermano la calma piatta sul mercato monetario nell’Eurozona.

Dunque, sconfessata la tesi del legame tra spread e rata del mutuo.

E l’Abi stessa, l’associazione di categoria delle banche, ha smentito con i numeri tali ricostruzioni, visto che i prestiti erogati a settembre risultano saliti di 4 miliardi rispetto ad agosto a quota 1.728 miliardi, mentre i tassi applicati alla clientela sono persino lievemente diminuiti alla media del 2,58% dal 2,60% del mese precedente, con quelli sui mutui ad arretrare all’1,79% dall’1,85%.

E chi deve ancora contrarre un mutuo cosa rischia?

Anche se è vero che lo spread Btp-Bund può avere degli effetti sui mutui futuri, non si tratta di conseguenze meccaniche.

Lo spread, come abbiamo accennato, non impatta sui tassi, almeno non nel breve termine.

Tuttavia, rischia di avere conseguenze negative per il mercato dei mutui, ma esclusivamente in un caso specifico: se i rendimenti a breve dei titoli di stato si avvicinassero troppo o, addirittura, superassero quelli a lungo termine.

Con uno spread Btp-Bund incontrollabile, gli istituti di credito sarebbero costretti a remunerare meglio le loro obbligazioni.

Dovendo garantire agli investitori un rendimento più alto, potrebbero scaricare parte dei costi sui cittadini, alzando gli interessi sui mutui.

Fino a quando la Bce non alzerà i suoi tassi di interesse anche l’erogazione di nuovi mutui, in ogni caso, non dovrebbe subire le oscillazioni dello spread Btp-Bund.

Ad oggi, però, non risulta che stia accadendo nulla di simile.

19 Ottobre 2018 · Piero Ciottoli

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