Riscossione coattiva quando il creditore è provvisto di decreto ingiuntivo

A distanza di 9 anni, mi viene richiesto da parte di IFIS Banca un saldo di circa 6000 euro dicono, per una carta revolving emessa da una società inquisita per reati vari.

Un tribunale emette un decreto ingiuntivo al quale faccio immediata opposizione. Non volendo intraprendere un percorso giudiziario offro ai suddetti un 10% a chiusura, senza voler sapere altro, ma rifiutano. In camera di mediazione del tribunale chiedo di visionare il contratto originale, del quale non riconosco la mia firma. Ovviamente quella udienza a questo punto non ha più motivo di esistere.

Nel caso in cui il tribunale concedesse a codesti signori la provvisoria esecuzione, vorrei conoscere, cortesemente come avviene; nel senso che dopo aver visionato la mia situazione patrimoniale (pensione di 661 euro depositi finanziari pochi centinaia di euro; hanno facoltà di “monitorare” la mia posizione bancaria altre volte?

Chiedo questo in quanto per sopravvivere devo fare lavoretti che mi verranno retribuiti con bonifico bancario sui quali devo contarci per mantenere la mia famiglia.

In ogni momento, e fino a quando il credito vantato non risulterà completamente soddisfatto, il creditore può aggredire i beni del debitore (stipendio, pensione, conto corrente).

2 Aprile 2019 · Ludmilla Karadzic

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