Rateo pensione del padre deceduto - Perchè gli eredi devono restituire quanto erogato in più per errore dell'INPS?

Domanda di Figlia
3 gennaio 2018 at 10:13

Mio padre è deceduto a ottobre 2016: l'INPS a dicembre 2017 manda lettera agli eredi per avere indietro parte di pensione erogata in eccesso per errore dello stesso istituto, a partire del 2007, quindi 10 anni buoni. Cosa bisogna fare? Perché dobbiamo pagare noi se ha sbagliato INPS? E dopo 10 anni non è caduta in prescrizione?

Risposta di Lilla De Angelis
3 gennaio 2018 at 10:52

Nei casi in cui l'erogazione di una pensione maggiore di quella effettivamente spettante consegua alla omessa o incompleta segnalazione, da parte del pensionato, di fatti incidenti sul diritto o sulla misura della pensione, che non siano già a conoscenza dell'Istituto, l'INPS procede al recupero delle somme indebitamente percepite, con l'unico limite imposto dalla prescrizione decennale, in quanto la omissione viene in sostanza equiparata dal legislatore al dolo, il che ne consente in ogni caso la recuperabilità.

In pratica, vengono ricompresi nel comportamento doloso anche l'indicazione di dati incompleti o l'omissione di denuncia di circostanze incidenti sul diritto o sulla misura della prestazione, purché l'omissione non riguardi atti o fatti già noti all'Istituto.

I termini di prescrizione decennali del credito decorrono, qualora l'indebito sia da ricollegare a situazioni che devono essere comunicate dal pensionato, dalla data della comunicazione stessa.

Quindi, andrebbe innanzitutto accertata, da parte degli eredi, la natura dell'indebito pensionistico, ovvero in base a quali comunicazioni del pensionato deceduto sia stata erogata una pensione maggiore di quella effettivamente dovuta.

Infatti, Il dolo va escluso nei casi in cui l'indebita erogazione sia dovuta ad errore dell'Istituto e in tale ipotesi si applica la prescrizione breve quinquennale.

Risposta di Simone di Saintjust
3 gennaio 2018 at 12:23

Voglio aggiungere alcuni dati mancanti alla domanda precedente da me formulata. Nella comunicazione INPS dice: è stata corrisposta la maggiorazione sociale non spettante a causa del possesso di redditi di importo superiore ai limiti stabiliti dalla legge . Ma in questo caso non ha sbagliato l'INPS? Mio padre ai tempi, avrà fatto la domanda ma è l'INPS che l'ha accettata. Facendo ricorso ci sono possibilità di vincerlo? Voglio precisare che l'INPS chiama in causa il periodo 1 gennaio 2002 al 30 novembre 2007.

Come ha correttamente argomentato la collega che mi ha preceduto nell'intervento, può darsi che nella domanda presentata, suo padre avesse auto certificato il possesso di redditi di importo inferiore ai limiti stabiliti dalla legge.

Può darsi anche che la richiesta di restituzione, sulla base delle precisazioni da lei riportate in questa replica, si riferisca esclusivamente ad un quinquennio, escludendo pertanto il dolo.

Nemmeno da scartare l'ipotesi che parte dell'indebito sia stato recuperato con prelievo alla fonte dall'INPS nel corso degli anni dal 2007 al 2017 e che adesso venga chiesto agli eredi il rimborso del solo debito residuo.

Deve comprendere che non è possibile basare un eventuale ricorso, anche solo amministrativo, su illazioni ed ipotesi. E' innanzitutto necessario acquisire la completa documentazione presso l'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale: e voi ne avete facoltà in qualità di eredi obbligati.


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