Intimazione di consegna di autocarro ad Istituto Vendite Giudiziarie (IVG) da parte Agenzia delle Entrate Riscossione

In data 30/10/2019 mi è arrivata una pec dalla Agenzia delle Entrate Riscossione in cui mi si intima di consegnare entro 10 giorni due auto, una di cui rottamata da due anni e l'altra un auto omologata autocarro con cui lavoro essendo io una ditta individuale.

Il debito in questione ammonta a 8500 euro.

Le mie domande sono:
Posso rateizzare il debito?
Possono pignorarmi l'autocarro con cui fra l'altro lavoro?

Per quanto riguarda l'autocarro, se il veicolo risultasse funzionale al regolare svolgimento della sua attività imprenditoriale (dipende dalla classificazione economica dell'attività registrata presso la Camera di Commercio), potrà presentare ricorso (ma occorre un avvocato) al giudice delle esecuzioni presso il tribunale territorialmente competente, chiedendo la sospensione dell'azione esecutiva in corso ed eccependo la relativa pignorabilità del bene. Stimato l'attuale valore commerciale dell'automezzo, potrebbe cavarsela consegnando ad Agenzia delle Entrate Riscossione il 20% di tale valore e mantenendo la proprietà dell'autocarro senza doverlo consegnare all'Istituto Vendite Giudiziarie (IVG).

Infatti, l'articolo 62 (disposizioni particolari sui beni pignorabili) del Decreto del Presidente della Repubblica 602/1973 (disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito) prevede che i beni funzionali all'esercizio della professione del debitore (articolo 515, terzo comma, del codice di procedura civile) possono essere pignorati nei limiti di un quinto, quando il presumibile valore di realizzo degli altri beni rinvenuti dall'ufficiale esattoriale o indicati dal debitore non appare sufficiente per la soddisfazione del credito.

Può sicuramente rateizzare il debito residuo: anche se la procedura di riscossione coattiva non potrà essere sospesa dopo la notifica dell'atto di pignoramento (a meno di ulteriori vizi emersi nella procedura di espropriazione), la dilazione del debito esattoriale residuo le servirà per evitare il reiterato pignoramento esattoriale sull'autocarro in tempi successivi.

1 novembre 2019 · Paolo Rastelli

Vorrei solo sapere se dopo aver rateizzato il debito di 8500 euro potrò continuare ad usare l'autocarro normalmente. Ed è sicuro che mi faranno rateizzare il debito?

Come abbiamo accennato, potrà rateizzare il debito residuo, perchè, comunque, al punto in cui si trova, dovrà necessariamente corrispondere il 20% del valore commerciale dell'autocarro ad Agenzia delle Entrate Riscossione, se vuole evitare la consegna del veicolo all'Istituto Vendite Giudiziarie (IVG) per la successiva messa all'asta del bene di sua proprietà.

Se non ha già rateizzato il debito per cui è stata avviata l'espropriazione, facendo decadere il piano di rientro, non ci sono altre motivazioni per cui possa esserle negata la dilazione.

Potrà continuare ad usare l'autocarro normalmente se non farà decadere il piano di rateizzazione: in base all'attuale normativa (decreto legislativo 159/2015) la decadenza dalla rateizzazione si verifica in caso di mancato pagamento di 5 rate, anche non consecutive.

Finché sarà in regola con i pagamenti delle rate non potrà essere considerato inadempiente verso la Pubblica Amministrazione creditrice e l'Agenzia delle Entrate Riscossione non attiverà procedure di riscossione coattiva come il pignoramento o il fermo amministrativo dei veicoli di proprietà del debitore.

1 novembre 2019 · Lilla De Angelis

Dovrò ricorrere ugualmente all'avvocato per fare ricorso o basterà pagare il 20% del valore autocarro e il resto in rate?

Sarà il giudice a stabilire se effettivamente il bene pignorato è funzionale all'esercizio della professione del debitore ex articolo 515, terzo comma, del codice di procedura civile e, quindi, che sussistono le condizioni affinché il pignoramento possa essere limitato al quinto del suo valore. Deve necessariamente consultare un avvocato e presentare ricorso al giudice dell'esecuzione: non ci sono altre procedure adottabili.

1 novembre 2019 · Annapaola Ferri

Ma se pago il debito di 8500 euro o rateizzo dovrò ugualmente ricorrere all'avvocato? Mi sembra un controsenso. Alla fine sono i soldi che vogliono o sbaglio?

Certo, il debitore potrebbe servirsi di quella che si chiama procedura di conversione del pignoramento: l'articolo 495 del codice di procedura civile dispone che, prima che sia disposta la vendita o l'assegnazione del bene pignorato, il debitore sottoposto ad azione esecutiva può chiedere di sostituire alle cose i pignorate una somma di denaro pari, oltre alle spese di esecuzione, all'importo dovuto al creditore pignorante , comprensivo del capitale, degli interessi e delle spese.

Ma dovrà versare in unica soluzione (e non a rate) qualcosina in più degli 8.500 euro iscritti a ruolo, oppure dovrà presentare al giudice una ulteriore istanza di rateizzazione che potrà essere, o meno, accettata.

1 novembre 2019 · Carla Benvenuto

Il sito dell'agenzia entrate e riscossione sembra dica che si può rateizzare.

Procedure esecutive

La procedura esecutiva prende avvio con il pignoramento che può avere a oggetto: somme, beni mobili e beni immobili. L'espropriazione forzata è preceduta dalla notifica dell'avviso di intimazione in tutti i casi in cui la notifica della cartella di pagamento sia avvenuta da più di un anno.

Dalla data di notifica dell'avviso di intimazione il debitore ha 5 giorni di tempo per effettuare il versamento di quanto dovuto. Resta ferma la possibilità di chiedere la rateizzazione delle somme a debito o la sospensione legale della riscossione nei casi e nei termini previsti dalla legge.

Forse non le è chiara la situazione in cui versa: lei deve consegnare entro i prossimi nove giorni due veicoli (di cui uno già rottamato). Non ottemperare, complicherebbe ulteriormente la sua posizione. E, una volta chiesta la rateizzazione del debito, i tempi per la concessione del beneficio e per la sospensione delle procedure esecutive già avviate, che decorre, comunque, dal pagamento della prima rata, potrebbero essere non immediate, e nel frattempo l'autocarro potrebbe essere venduto all'asta.

L'articolo 19 del dpr 602/1973, al comma 1 quater dispone che a seguito della presentazione della richiesta di dilazione, non possono essere avviate nuove azioni esecutive sino all'eventuale rigetto della stessa e, in caso di relativo accoglimento, il pagamento della prima rata del piano di dilazione determina l'impossibilità di proseguire le procedure di recupero coattivo precedentemente avviate, a condizione che non si sia ancora tenuto l'incanto con esito positivo.

1 novembre 2019 · Giorgio Martini

Non sono convinto delle risposte che mi sono state fornite. Ripeto che sul sito di Agenzia delle Entrate Riscossione leggo questo che incollo:


Procedure Esecutive

La procedura esecutiva prende avvio con il pignoramento che può avere a oggetto: somme, beni mobili e beni immobili. L'espropriazione forzata è preceduta dalla notifica dell'avviso di intimazione in tutti i casi in cui la notifica della cartella di pagamento sia avvenuta da più di un anno.

Dalla data di notifica dell'avviso di intimazione il debitore ha 5 giorni di tempo per effettuare il versamento di quanto dovuto. Resta ferma la possibilità di chiedere la rateizzazione delle somme a debito o la sospensione legale della riscossione nei casi e nei termini previsti dalla legge.

La mia domanda è: potrò quindi rateizzare le cartelle debitori e così da scongiurare il pignoramento?

Dal momento in cui viene notificato l'atto di pignoramento al debitore, la procedura passa sotto il controllo del giudice dell'esecuzione: prima che sia disposta la vendita del veicolo, il debitore può chiedere di sostituire alle cose o ai crediti pignorati una somma di denaro pari, oltre alle spese di esecuzione, all'importo dovuto al creditore pignorante. Quando le cose pignorate siano costituite da beni immobili o cose mobili, il giudice può disporre, se ricorrono giustificati motivi, che il debitore versi con rateizzazioni mensili entro il termine massimo di quarantotto.

Qualora il debitore ometta o ritardi di oltre trenta giorni il versamento anche di una sola delle rate previste, il giudice dell'esecuzione, su richiesta del creditore procedente, dispone senza indugio la vendita del veicolo pignorato.

Questo è quanto dispone l'articolo 495 del codice di procedura civile: è il giudice a decidere su conversione e rateizzazione. per questo, come già accennato negli interventi precedenti, le serve un avvocato.

Una volta notificata l'intimazione di pagamento, il debitore può chiedere di rateizzare il debito all'Agenzia delle Entrate Riscossione. Ciò fino a quando la procedura di riscossione coattiva non passa nella fase giudiziale. Da questo momento in poi, la conversione del pignoramento e la rateizzazione del debito, finalizzati a scongiurare la vendita all'asta dell'autocarro, devono essere richiesti al giudice.

D'altra parte, l'articolo 19 del dpr 602/1973, al comma 1 quater dispone che a seguito della presentazione della richiesta di dilazione, non possono essere avviate nuove azioni esecutive sino all'eventuale rigetto della stessa e, in caso di relativo accoglimento, il pagamento della prima rata del piano di dilazione determina l'impossibilità di proseguire le procedure di recupero coattivo precedentemente avviate, a condizione che non si sia ancora tenuto l'incanto con esito positivo.

Potrà seguire anche questa procedura, recandosi presso la sede territoriale competente di Agenzia delle Entrate Riscossione: tuttavia deve avere certezza che quando pagherà la prima rata, l'autocarro non sarà stato già venduto. Altrimenti si troverà a rateizzare il debito residuo (differenza fra l'importo ingiunto ed il ricavato dalla vendita all'asta) maggiorato delle spese di esecuzione. Ma, non potrà più disporre dell'autocarro.

Qualora decidesse, invece, di non consegnare l'autocarro all'Istituto Vendite Giudiziarie (IVG), decorso il termine di dieci giorni che le è stato concesso, sappia che il creditore potrebbe denunciarla per il reato di cui all'articolo 388 del codice penale (mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice). Insomma, il debitore assume l'obbligo di custodire il bene pignorato e di consegnarlo, entro dieci giorni, all'Istituto Vendite Giudiziarie (Corte di cassazione 19412/2016).

Certo, Agenzia delle Entrate Riscossione, una volta chiesta e concessa la rateizzazione del debito ingiunto, e maggiorato quest'ultimo delle spese giudiziali sostenute, potrebbe soprassedere nel proseguire l'azione esecutiva. Si tratta di una procedura senz'altro adottabile se si intende saldare il dovuto in un'unica soluzione, ma che presenta dei rischi quando deve essere presentata istanza di dilazione, questa deve essere accettata dal creditore e si pospone il momento in cui viene pagata la prima rata.

1 novembre 2019 · Ludmilla Karadzic

Volevo confermarvi che come avevo scritto più volte, sono riuscito ad ottenere la rateizzazione con un sovrapprezzo per la pratica ma senza ricorrere né ad avvocato e né consegnando le auto. Questo può servire a voi e ad altri utenti.

Innanzitutto grazie per il prezioso riscontro: è utile sapere come evolvono le vicende su basi reali, di esperienza vissuta e che, spesso, le soluzioni al problema risultano più semplici di quelle che si traggono dalla dottrina, dai codici e dalle leggi speciali.

In definitiva, pertanto, in caso di pignoramento esattoriale di un veicolo, si può evitare di consegnare il bene pignorato all'Istituto Vendite Giudiziarie (IVG), purché si chieda la rateizzazione del credito azionato ad Agenzia delle Entrate Riscossione, anche prima della scadenza del termine fissato per la consegna e dopo l'inutile decorso del termine concesso per l'adempimento al'ingiunzione di pagamento.

1 novembre 2019 · Paolo Rastelli

Intervengo a titolo personale: in effetti si è percorso un falso binario sulla questione, fin dall'inizio, probabilmente fuorviati dal titolo della discussione, nonché dalla formulazione della domanda, nella fattispecie: Possono pignorarmi l'autocarro con cui fra l'altro lavoro?. In pratica, si è scatenata la classica tempesta in un bicchier d'acqua.

A buon leggere, in effetti, l'ordine di consegna all'Istituto Vendite Giudiziarie non proveniva dal tribunale e non c'era stato un vero e proprio pignoramento giudiziale, ma solo un tentativo stragiudiziale di riscossione del credito da parte di Agenzia delle Entrate Riscossione, peraltro andato a buon fine.

Chiedo, quindi, allo staff, di modificare il titolo dell'intera discussione, che, così come formulato ("Pignoramento autocarro da parte di Agenzia delle Entrate Riscossione") sarebbe altamente disinformante.

Contestualmente e per il futuro, invito, chi risponde, ad esaminare con maggiore attenzione, nel merito, il contenuto della domanda, senza lasciarsi fuorviare dal titolo assegnato dal lettore né dalla domanda posta e, alla bisogna, a rendere il titolo coerente al contenuto del quesito.

Visto che il pignoramento del veicolo sta a questa discussione, come il cavolo a merenda, chiuderei semplicemente così:

In caso di intimazione di consegna di un veicolo all'Istituto Vendite Giudiziarie, notificata da Agenzia delle Entrate Riscossione, si può evitare di consegnare il bene all'Istituto Vendite Giudiziarie (IVG), purché si chieda la rateizzazione del credito al concessionario.

1 novembre 2019 · Simone di Saintjust

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