Nucleo familiare e figlio maggiorenne - Perchè, pur non convivendo con i mie genitori, devo far parte del loro nucleo familiare?

Ho 21 anni e sono studente, non ho redditi: non abito con i miei genitori, avendo la residenza anagrafica in un altro comune. I miei genitori non mi aiutano economicamente. Ai fine ISEE faccio per forza parte del nucleo familiare dei miei genitori, ripetendo che non mi aiutano economicamente in nulla? Come posso fare per avere un mio nucleo familiare? Grazie Marco

Per costituire un nucleo familiare autonomo deve sposarsi, oppure avere un figlio, oppure attendere il compimento di 26 anni o, infine, percepire un reddito lordo annuo superiore a quattro mila euro. Fino a quando non si verificherà una di queste condizioni farà parte del nucleo familiare della famiglia di origine.

5 marzo 2019 · Giorgio Martini

Nel caso attualmente io viva in un'altra famiglia, non abbia vincoli di parentela con loro, è questa famiglia mi sostiene economicamente come posso entrare nel loro nucleo familiare ed uscire da quello della famiglia di origine? Ancora grazie. Marco

Anche se andasse a vivere al polo Nord, in un igloo insieme ad una famiglia di esquimesi, lei sarebbe sempre attratto, cooptato o incluso, a dir si voglia, nel nucleo familiare di origine (quello dei suoi genitori naturali o adottivi), almeno che non dimostri di aver percepito nel 2018 un reddito superiore a quattromila euro.

Per rispondere alla sua domanda su come fare per recidere il cordone ombelicale che lo lega al nucleo familiare di origine - qualora, pur non percependo un reddito sopra la soglia indicata, proprio abbia deciso di non avere un figlio, di non coniugarsi, di non farsi adottare o di assassinare i suoi genitori naturali - per centrare l'obiettivo che si è posto, ovvero non far parte del nucleo familiare di mamma e papà (avrà le sue buone ragioni, senza alcun dubbio) può tentare di contattare i servizi sociali del comune in cui risiede e chiedere di accertare l'estraneità dei genitori in termini di rapporti economici ed affettivi con il figlio istante.

A seguito dell'istruttoria condotta dall'assistente sociale, anche con l'eventuale ausilio della polizia municipale, il dirigente del settore certificherà l'eventuale stato di estraneità, in termini di rapporti economici ed affettivi, fra genitori non conviventi e figlio.

Si tratta di forzare la mano dell'articolo 7, comma 1, lettera (e) del DPCM 159/2013 che regola l'accertamento da parte dalla pubblica autorità, competente in materia di servizi sociali, in merito all'estraneità, in termini di rapporti affettivi ed economici, fra genitore naturale non convivente con il figlio minore nell'ambito della richiesta di prestazioni sociali, assegnate in base all'ISEE, per i minori. Ma, ci può provare.

5 marzo 2019 · Annapaola Ferri

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