Se, essendo vittima di usura, un Confidi offre garanzie a mio favore, la banca può rifiutarsi di erogare il prestito?

A seguito di gravi problemi finanziari ho contratto debiti che non sono riuscito ad onorare: ora, sono riuscito finalmente a farmi aiutare da un'associazione dei consumatori che farà da garante, facendo ricorso al fondo per la prevenzione dell'indebitamento e dell'usura.

La banca convenzionata che dovrebbe concedere il finanziamento ad un tasso agevolato, però mi ha comunicato che non è certa di poterlo concedere in quanto c'è una pratica in sofferenza, quindi immagino segnalata nella centrale rischi della Banca d'Italia.

L'associazione alla quale mi sono rivolta mi ha detto che la Banca non si comporterebbe correttamente in quanto è normale che chi si rivolge al Fondo abbia segnalazioni nelle Banche dati dei cattivi pagatori.

Ora mi è preso un tale sconforto: possibile che le Banche continuino a perseguitarmi e rendermi la vita un inferno?

Finalmente potrei riuscire a sistemare una situazione difficile ma qualcosa deve sempre andare storto.

Cosa posso fare se la Banca decidesse di non concedere il finanziamento? Anche secondo Voi la Banca non starebbe facendo la cosa giusta?

Il comma 2 dell'articolo 15 della legge 108/1996 (disposizioni in materia di usura) dispone che i CONFIDI (CONsorzi di garanzia collettiva dei FIDI) possano fruire dei fondi stanziati dal governo per garantire fino all'80% le banche e gli istituti di credito allo scopo di favorire finanziamenti a favore di soggetti che esercitano attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o una libera professione, i quali risultino essere vittime del delitto di usura.

Il rischio, per la quota non garantita dal Confidi, tuttavia, resta a carico delle banche e degli istituti finanziari che, in base al comma 6 del medesimo articolo, erogano il finanziamento a soggetti che, pur essendo meritevoli in base ai criteri fissati nei relativi statuti, incontrano difficoltà di accesso al credito.

Se ne deduce che il soggetto che richiede il prestito deve avere, comunque, un merito creditizio ritenuto congruo dalla banca in base alle proprie politiche aziendali, e che questa non è obbligata ad assumersi il rischio del mancato rimborso del prestito per la quota non garantita dal CONFIDI a cui il soggetto, vittima di usura, si è rivolto.

3 settembre 2018 · Giorgio Martini

A proposito della risposta fornita sopra, vorrei comunicare che probabilmente non si tratta della stessa cosa in quanto io sono un lavoratore dipendente, non un imprenditore, non sono vittima di usura ma a rischio usura per via dei debiti. Inoltre il confidi mi ha detto che tutto l'importo viene garantito da loro, e che tutti coloro che hanno ricevuto la garanzia hanno subito protesti o segnalazioni più o meno gravi. Ci sono quindi dei diversi tipi di fondi, presumo.

Può darsi senz'altro sia come lei riferisce. Se si è rivolto ad un organismo per la composizione delle crisi da sovraindebitamento (legge 3/2012) può venire coinvolto un Confidi che garantisce il prestito finalizzato a raggiungere un accordo con i creditori o a consolidare l'esposizione debitoria.

Per poterle fornire una risposta più coerente con la situazione in cui lei versa, avremmo tuttavia bisogno di conoscere chi è il Confidi garante e in base a quale normativa le viene prestata garanzia.

Perchè, paradossalmente, potrebbe anche essere il CONFIDI, che si è offerto di prestarle garanzia (addirittura a copertura globale del prestito), a non riscuotere l'affidabilità (credit score) ritenuta sufficiente dalle politiche aziendali dell'Istituto a cui è stata presentata istanza per l'erogazione del credito.

3 settembre 2018 · Simone di Saintjust

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