Utilizzo dello smartphone mentre si guida? – Arriva l’intelligenza artificiale per contrastare il fenomeno


Un mio cognato, che vive in Australia, mi ha raccontato che li è sono state implementate delle telecamere su strada (una sorta di ZTL) che fotografano e multano chi utilizza lo smartphone mentre guida.

Mi sembra un’ottima idea: quando verrà adottata anche da noi?

Purtroppo, l’uso dello smartphone mentre si guida, diventato quasi un’abitudine per milioni di automobilisti, è il primo fatto all’origine degli incidenti stradali, in Italia e nel mondo.

E pensare che le tecnologie che ci consentirebbero di ricevere ed effettuare telefonate, tenendo allo stesso tempo le mani inchiodate sul volante e gli occhi ben aperti sulla strada, come ad esempio il bluetooth, esistono e sono alla portata di tutti.

Contro questo malcostume le forze dell’ordine hanno dato il via ad una vera e propria lotta senza quartiere, ma cogliere in flagrante i trasgressori non è facile.

Ora, però, un team di ingegneri ha sviluppato un sistema che, stando ai test condotti in Australia, sembra promettere di cambiare per sempre la lotta a questo tipo di infrazione.

Nello stato del nuovo Galles del Sud è stato infatti attivato un sistema di telecamere che consentono alle autorità di effettuare riprese dall’alto, così da identificare gli eventuali trasgressori.

I rilevatori sono composti da due unità fotosensibili. La prima è una normale fotocamera, simile a quelle che troviamo nelle nostre zone a traffico limitato (ZTL), che inquadra le targhe e identifica il mezzo e il suo conducente.

La seconda, puntata sul conducente, viene gestita da un’intelligenza artificiale che riesce a capire se chi sta alla guida ha le mani sul volante o sta invece utilizzando uno smartphone.

I casi accertati dal sistema vengono immediatamente sottoposti all’attenzione di un revisore in carne e ossa che dovrà in fine confermare l’infrazione e risalire al proprietario del mezzo così da sanzionarlo.

Il sistema è appena uscito da una fase di test preliminare durata sei mesi e durante la quale sono stati impiegati soltanto due dispositivi.

Nonostante questo il sistema è riuscito ad analizzare qualcosa come 8,5 milioni di veicoli, cogliendo sul fatto oltre 100 mila conducenti.

Entro il prossimo mese di dicembre il numero di videocamere installate salirà a quota 45, mentre entro il 2023 le autorità prevedono di avere attivato una rete capace di effettuare 135 milioni di controlli all’anno.

22 Ottobre 2019 · Giuseppe Pennuto



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