Reddito di cittadinanza precluso per un fratello che percepisce stipendio come addetto ad una convivenza anagrafica per ragioni di lavoro (guardia penitenziaria)

Siamo una famiglia di 5 persone di cui quattro disoccupati e che non percepiscono nessun ammortizzatore sociale: mio fratello di 28 anni invece lavora nella polizia penitenziaria a Genova e vive in carcere quindi non ha un appartamento suo e quindi è nel nostro nucleo familiare. Con il suo stipendio non riesce ad aiutare noi e vivere lui. Quindi la mia domanda è: noi non abbiamo diritto a nessun ammortizzatore sociale perché lui fa reddito?

Proprio così: se suo fratello acquisisse residenza altrove, il nucleo familiare, senza il fratello stipendiato, avrebbe sicuramente maggiori possibilità di accedere al reddito di cittadinanza.

Tuttavia, il soggetto che si trova in convivenza anagrafica ai sensi del DPR 223/1989 è considerato nucleo familiare a se’ stante. L’articolo 5 del citato DPR, stabilisce poi che agli effetti anagrafici per convivenza s’intende un insieme di persone normalmente coabitanti per motivi religiosi, di cura, di assistenza, militari, di pena e simili, aventi dimora abituale nello stesso comune, e che le persone addette alla convivenza per ragioni di impiego o di lavoro, se vi convivono abitualmente, sono considerate membri della convivenza.

Insomma, nella DSU/ISEE anche finalizzata ad ottenere il reddito di cittadinanza, il fratello che lavora nella polizia penitenziaria a Genova e vive in carcere, può essere tranquillamente escluso dal nucleo familiare anche se risulta nello stato di famiglia.

2 Aprile 2020 · Genny Manfredi

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