Svolgo la mia attività in un locale di cui mio padre è comproprietario – Avendo egli un debito con Agenzia Entrate Riscossione, come si può evitarne il pignoramento?

Mio padre ha 73 anni, é pensionato ed aveva un attività di parrucchiere in un locale in comproprietà al 50% con mia madre, da cui è divorziato. Io, figlio, ho rilevato l’attività che continuo a svolgere nello stesso locale concessomi in comodato d’uso. Mio padre negli anni addietro ha accumulato diverse cartelle Equitalia per un totale, ad oggi, di circa 85 mila euro. Da diversi anni a questa parte papà chiede la rateazione del debito ma non ce la fa a pagare perché le rate sono molto alte rispetto alla sua pensione. Inoltre lui deve versare 300 euro a mia madre, come stabilito dal giudice. Come fare a pagare rate più sostenibili per evitare il pignoramento dell’immobile in cui si svolge la mia attività di parrucchiere?

L’immobile non ad uso abitativo è pignorabile: l’unico modo per venirne fuori è la donazione del 50% del locale di proprietà del debitore al figlio, sperando che entro cinque anni dalla data di perfezionamento dell’atto il concessionario non proceda a chiedere la revoca della donazione. A questo scopo, nel frattempo, bisognerebbe pagare le rate ad Agenzia Entrate Riscossione ad ogni costo, per evitare l’avvio di un’azione esecutiva sempre preceduta, naturalmente, da un accertamento patrimoniale. Anche perché il problema si riproporrebbe alla morte del debitore per quel che riguarda l’accettazione dell’eredità.

Se i cinque anni passassero senza problemi, suo padre potrebbe anche smettere di pagare le rate accettando, come conseguenza, il pignoramento della pensione che, tenuto conto della impignorabilità del minimo vitale, comporterebbe un minimo prelievo dal rateo mensile di pensione percepito. Ed il figlio, potrebbe rinunciare senza danno all’eredità, evitando così di accollarsi il debito del padre e perdere il locale che occupa a titolo di comodato.

17 Gennaio 2018 · Paolo Rastelli

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