Padre indebitato con Agenzia delle Entrate Riscossione e figlio preoccupato – Seconda parte


In riferimento a questa discussione, sono riuscito a scoprire l’ammontare dei debiti con ADER di mio padre per un ammontare di 150 mila euro circa: cifra spaventosa direi, lui è quasi nullatenente con una pensione di invalidità per un grave problema di salute, però è coniugato con mia madre in comunione dei beni. Mia madre ha due macchine intestate, comprate con finanziamenti da me in quanto ho un contratto a tempo indeterminato. Si possono rivalere sulle auto visto il tipo di matrimonio? Oppure sui beni mobiliari presenti in casa? Immobiliari no visto che la casa dove convivo con i miei genitori è intestata a me ricordo.

Cosa posso fare per trattare questo pesante debito di mio padre. Nessuna azione esecutiva è stata mossa nei suoi confronti spulciando nel sito dell’Agenzia delle Entrate Riscossione (AdER).

Io se avessi tale disponibilità lo aiuterei a saldare il debito, ma lui è reticente nel farlo, anche una rateizzazione.

Sono molto preoccupato per i problemi avvenire quando lui non ci sarà più. Ho paura che non basti la rinuncia di noi due figli e quella di mia madre. La situazione pare alquanto critica.

Se il figlio non ha le risorse finanziarie per poter intervenire riducendo o estinguendo il debito esattoriale del proprio genitore debitore, inutile riproporre il problema: per quanto riguarda il pignoramento presso la residenza (o il domicilio) del debitore, l’Agenzia delle Entrate Riscossione (AdER) vi ricorre solo quando ha la ragionevole certezza di rinvenire nell’unità abitativa beni mobili di valore (opere d’arte, per intenderci) contanti e preziosi. Altrimenti lascia perdere.

Anche le due auto intestate al coniuge non debitore in regime di comunione dei beni con il coniuge debitore, a meno che non siano beni di valore, ma si tratti di due utilitarie usate è molto difficile che ne venga effettuata l’espropriazione. Ad ogni modo, per evitare qualsiasi complicazione futura, le due automobili potrebbero essere trasferite in proprietà, una ciascuna, ai figli non debitori.

Per finire, se chi pone il quesito teme che, in caso di decesso del debitore, non basti la dichiarazione di rinuncia all’eredità dei chiamati (nella fattispecie coniuge superstite e due figli) per evitare l’accollo dei debiti esattoriali del defunto, noi, purtroppo, non possiamo farci proprio nulla, se non aggiungere che la dichiarazione dovrà essere presentata anche da eventuali nipoti maggiorenni (i nipoti minorenni saranno eventualmente costretti ad accettare l’eredità con beneficio di inventario).

26 Luglio 2022 · Paolo Rastelli



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