Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza - Legge 14/2019

Cosa ne pensate del nuovo Codice della crisi e dell'insolvenza (decreto legislativo 14 del 12/01/2019): potrebbe essere davvero lo spiraglio di luce per chi ha perso il lavoro e si trova sovraindebitato per impegni che non può più rispettare, e si trova a fare i conti con decadenze del beneficio del termine, decreti ingiuntivi, pignoramenti?
Grazie, un saluto.

La normativa, che entrerà in vigore dal 14 agosto 2020, ha l'obiettivo di riformare in modo organico la disciplina delle procedure concorsuali, con due principali finalità: consentire una diagnosi precoce dello stato di difficoltà delle imprese e salvaguardare la capacità imprenditoriale di coloro che vanno incontro a un fallimento di impresa dovuto a particolari contingenze.

La normativa in commento sostituisce il termine fallimento con l'espressione “liquidazione giudiziale” in conformità a quanto avviene in altri Paesi europei, come la Francia o la Spagna, al fine di evitare il discredito sociale anche personale che anche storicamente si accompagna alla parola “fallito”.

Viene introdotto un sistema di allerta finalizzato a consentire la pronta emersione della crisi, nella prospettiva del risanamento dell'impresa e comunque del più elevato soddisfacimento dei creditori.

Si dà priorità di trattazione alle proposte che comportino il superamento della crisi assicurando continuità aziendale e privilegiando, tra gli strumenti di gestione delle crisi e dell'insolvenza, le procedure alternative a quelle dell'esecuzione giudiziale.

Viene istituito, presso il Ministero della giustizia un albo dei soggetti destinati a svolgere su incarico del tribunale funzioni di gestione o di controllo nell'’ambito di procedure concorsuali, con l'indicazione dei requisiti di professionalità esperienza e indipendenza necessari all'iscrizione.

Per quanto attiene più specificatamente l'impatto sulla legge 3/2012 (Composizione delle crisi da sovaindebitamento), viene ampliato lo spettro di coloro che possono avvalersene. Infatti, viene adesso definito come sovraindebitamento (articolo 2) lo stato di crisi o di insolvenza del consumatore, del professionista, dell'imprenditore minore, dell'imprenditore agricolo, delle start-up innovative e di ogni altro debitore non assoggettabile alla liquidazione giudiziale ovvero a liquidazione coatta amministrativa o ad altre procedure liquidatorie previste dal codice civile o da leggi speciali per il caso di crisi o insolvenza.

Viene evidenziato il ruolo degli Organismi di Composizione della Crisi (OCC) a cui il debitore può fare riferimento per avviare la procedura prevista ai sensi della legge 3/2012 ed è stato introdotta la procedura familiare: i membri della stessa famiglia possono presentare un unico progetto di risoluzione della crisi da sovraindebitamento quando sono conviventi o quando il sovraindebitamento ha un'origine comune. Inoltre la procedure attuali e cioè concordato con i creditori, piano del consumatore, liquidazione del patrimonio prenderanno il nome rispettivamente di ristrutturazione dei debiti, concordato minore e liquidazione controllata.

Oltre al coniuge, si considerano membri della stessa famiglia i parenti entro il quarto grado e gli affini entro il secondo, nonchè le parti dell'unione civile e i conviventi di fatto.

A parte queste novità, nulla cambia rispetto ai contenuti di quanto previsto dalla legge 3/2012.

20 febbraio 2019 · Stefano Iambrenghi

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