Coronavirus: lavoratori autonomi e partite Iva – Quali sono le misure di sostegno attuate dal Governo?

Per noi lavori autonomi e partite iva sembra che ancora non ci siano misure di sostegno per l’emergenza coronavirus che sta mettendo in ginocchio l’economia.

Si muove qualcosa?

Secondo una bozza del decreto misure straordinarie, in via di approvazione da parte del Governo, i periodi di quarantena saranno equiparati alla malattia, certificata dal medico curante.

Vengono posti a carico dello Stato, anziché a Inps e datori di lavoro, i costi per i lavoratori privati in malattia.

Nel decreto ci sarà, con un finanziamento di 5 miliardi, l’estensione della cassa integrazione a tutti i lavoratori dipendenti.

A prescindere dalla dimensione dell’impresa, quindi anche per quelle “micro”.

La cassa garantisce fino all’80% dello stipendio e non oltre un tetto di 1.150 euro al mese, ma in questo caso ci sarà anche il soccorso del Fondo di integrazione salariale che verrà rafforzato per arrotondare all’insù la cifra.

Saranno previsti anche meccanismi di sostegno per precari, partite Iva, professionisti, stagionali (come i lavoratori del turismo o delle spiagge) e atipici (come quelli dello spettacolo): è allo studio l’ipotesi di garantire a tutti 500 euro al mese, come per gli autonomi della ex zona rossa del Lodigiano.

Per gli autonomi si studia anche la sospensione dei versamenti previdenziali e assistenziali. Il governo ipotizza una copertura per tre mesi, prorogabili.

Cassa integrazione in deroga estesa anche ai lavoratori agricoli, non coperti dalla cassa integrazione ordinaria e non tutelati da Fondi di solidarietà.

In arrivo congedi speciali e voucher babysitter per i lavoratori, dipendenti o autonomi, con figli piccoli a casa da scuola.

Nella bozza sono ipotizzati diversi schemi di intervento ancora in via di valutazione: il ministero della Famiglia punta a 10 giorni di congedo per chi ha figli fino a 14 anni, che salgono a 15 se utilizzati in parti uguali da entrambi i genitori, in caso di genitori single e per il personale sanitario visto che visto “hanno carichi di rischi, oltre che di lavoro, maggiori”.

In aggiunta si prevede anche un “voucher babysitter” da 600 euro che salirebbe a 1000 euro per le famiglie monogenitore e per sanitari e ricercatori, e un bonus per i caregiver.

Un’altra ipotesi è quella di un congedo speciale al 30% di 12 giorni per i figli, fino a 12 anni ma senza limiti di età per i disabili, che salirebbe all’80% per i redditi bassi.

Stessa indennità, al 30%, sarebbe riconosciuta anche agli autonomi e agli iscritti alla gestione separata Inps.

Prevista l’assenza senza perdere il posto di lavoro anche per chi ha figli minori oltre i 12 anni.

In alternativa previsto il voucher di 600 euro.

13 Marzo 2020 · Andrea Ricciardi

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