Assegni circolari appropriazione indebita e procedura di ammortamento

il caso: una assicurazione emette tre assegni circolari per un totale di 460 mila euro quale risarcimento di un danno da perdita parentale per un sinistro stradale e li consegna al legale rappresentante degli aventi diritto, il giorno dopo la revoca del suo mandato e il conferimento ad altro legale (comunicato via pec alla compagnia). Il soggetto si rifiuta di consegnare i titoli ai legittimi intestatari tentando una estorsione nei loro confronti. I titolari denunciano la tentata estorsione e l’appropiazione indebita e chiedono il sequestro dei titoli in via cautelativa.
Contestualmente chiedono alla Banca il duplicato dei suddetti assegni al fine di incassare la provvista, come previsto dall’ Articolo 86 del Regio Decreto 1736 del 21/12/1933 presentando copia della denuncia querela.

La banca si rifiuta sostenendo che non è applicabile tale norma nel caso in cui la sottrazione dei titoli non sia stata effettuata da ignoti ma bensì da persona nota, quindi si rifiuta di emettere i duplicati agli aventi diritto trattenendo la provvista da circa un anno.

Chi ha ragione? La Banca o i titolari dei titoli?

La legge assegni citata, all’articolo 86, dispone che nel caso di smarrimento, distruzione o sottrazione di un assegno circolare emesso con la clausola non trasferibile il beneficiario ha diritto di ottenere, dopo venti giorni dalla denuncia, il pagamento dell’assegno presso la filiale alla quale è stata presentata la denuncia.

Nella fattispecie, non si tratta di semplice smarrimento, distruzione o sottrazione dal momento che gli assegni sono detenuti ancora dal legale a cui sono stati legittimamente consegnati: siamo in presenza di una situazione più articolata e complessa: un contenzioso giudiziale fra il beneficiario dei tre assegni circolari ed il suo (ex) rappresentante legale.

La procedura di ammortamento (ovvero la procedura con la quale vengono annullati in particolare assegni e cambiali in seguito a specifici eventi ed emessi, in sostituzione, di nuovi) è, infatti, volta a bilanciare due opposte esigenze, da un lato quella di colui che ha perso il possesso ad ottenere un titolo equivalente al fine di esercitare il relativo diritto, dall’altro quella di impedire la possibilità che circoli un titolo duplicato e che il terzo debitore (la banca che ha emesso l’assegno circolare), confidando nella sua validità, adempia.

Tuttavia, anche l’articolo 2016 del codice civile si occupa di ammortamento stabilendo che in caso di smarrimento, sottrazione o distruzione del titolo, il possessore può farne denunzia al debitore (la compagnia di assicurazione) e chiedere l’ammortamento del titolo con ricorso al presidente del tribunale del luogo in cui il titolo è pagabile.

Il presidente del tribunale, premessi gli opportuni accertamenti sulla verità dei fatti e sul diritto del possessore, pronunzia con decreto l’ammortamento e autorizza il pagamento del titolo dopo trenta giorni dalla data di pubblicazione del decreto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica, purché nel frattempo non sia fatta opposizione dal detentore. Se alla data della pubblicazione il titolo non è ancora scaduto, il termine per il pagamento decorre dalla data della scadenza.

Il tribunale svolge un accertamento sia in fatto, verificando che il titolo sia stato, effettivamente, smarrito, sottratto o distrutto, che in diritto, in ordine alla legittimazione del denunciante.

Qualora il ricorso venga accolto, la compagnia di assicurazione dovrà adempiere al decreto di ammortamento, emettendo i nuovi titoli a favore del beneficiario.

16 Gennaio 2019 · Simonetta Folliero

Social Mailing e Feed


condividi su FB     condividi su Twitter     iscriviti alla newsletter del blog     iscriviti al feed RSS degli articoli del blog forum

Seguici su Facebook

Approfondimenti

Assegni circolari
Nel 2008 Ho chiesto alla banca l'emissione di assegni circolari non trasferibili ad una snc cancellata un anno prima, usando un fido bancario. Subito, via fax ho avvisato la banca che la snc si era cancellata 11 mesi prima. La banca non li ha pagati, nessuna azione di regresso verso di me o contro la banca. Gli a/c non sono andati nei fondi dormienti, nè la banca mi ha avvisata con a/r dopo la scadenza di 3 anni. Adesso vuole che rientri del fido, allucinante! Cosa devo fare? Dove sono le riserve degli assegni? Se un a/c è intestato a ...

Pignoramento assegni circolari
Se prima che mi venga comunicato un pignoramento del conto corrente, provvedo per il relativo saldo, a far emettere dalla mia banca alcuni assegni circolari dove figuro anche come beneficiario, questi assegni possono in qualche modo essere annullati. Cerco di spiegarmi meglio. Da quel che ho letto in giro, gli assegni circolari possono essere pignorati solo presso colui che li detiene fisicamente. Il mio dubbio è se sia possibile che il creditore si faccia dare forzosamente il denaro dalla banca che li ha emessi, magari tramite una qualche azione revocatoria, la quale annullerebbe gli assegni riducendoli a carta straccia. ...

Conto corrente cointestato a firma disgiunta - quando il prelievo si configura come appropriazione indebita
E' configurabile il reato di appropriazione indebita a carico del cointestatario di un conto corrente bancario, il quale, pur se autorizzato a compiere operazioni separatamente, disponga in proprio favore, senza il consenso espresso o tacito degli altri cointestatari, della somma in deposito in misura eccedente la quota parte da considerarsi di sua pertinenza, in base al criterio stabilito dal codice civile, secondo cui le parti di ciascun cointestatario si presumono, fino a prova contraria, uguali. Così si è espressa la Corte di Cassazione nella sentenza numero 29019/14. In pratica, il cointestatario di un conto corrente a firma disgiunta, che dispone, ...

Dove mi trovo?

Ti trovi nel Forum – Debiti e recupero crediti del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani e stai leggendo il topic Assegni circolari appropriazione indebita e procedura di ammortamento