Direttiva europea sui mutui ipotecari - Valutazione del merito creditizio del consumatore

La valutazione del merito creditizio non deve basarsi esclusivamente sul fatto che il valore del bene immobile, per cui viene iscritta ipoteca, supera l'importo del credito e/o non deve essere fondata sull'ipotesi che l'immobile residenziale aumenterà di valore nel tempo.

La valutazione del merito creditizio deve essere effettuata sulla base delle informazioni relative al reddito percepito dal consumatore ed alle altre condizioni finanziarie ed economiche che lo riguardano. Le informazioni possono essere ottenute dal creditore con il ricorso a fonti interne o esterne pertinenti, tra cui il consumatore, e devono essere opportunamente verificate.

Il merito creditizio deve prendere in considerazione tutti i fattori che potrebbero influenzare la capacità del consumatore di rimborsare il credito nel corso della sua durata. In particolare, esso deve essere valutato alla luce delle altre spese correnti del consumatore, dei suoi debiti e di altre attività finanziarie in cui è impegnato, dei redditi percepiti, dei risparmi disponibili e dei beni posseduti. Ragionevole indennità occorre prevedere gli eventi futuri nel corso della durata del contratto di credito proposto ad esempio una riduzione del reddito, dove il termine credito dura in pensione o, se del caso, un aumento del tasso debitore o di variazione negativa del tasso di cambio

Il contratto di credito stipulato con il consumatore non può essere annullato o modificato dal consumatore sulla base del fatto che la valutazione del merito creditizio è stata condotta in modo errato (escluso, naturalmente, il caso in cui sia dimostrato che il consumatore consapevolmente abbia falsificato le informazioni necessarie alla valutazione del merito creditizio).

Deve essere garantito, al creditore, l'accesso alle banche dati utilizzate nello stato membro per la valutazione del merito creditizio dei consumatori. Le condizioni di tale accesso devono essere non discriminatorie.

condividi su FB condividi su G+ condividi su Twitter iscriviti alla newsletter del blog iscriviti al feed RSS degli articoli del blog forum

Commenti e domande

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo (o commentarlo) e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima accedere cliccando questo link. Potrai utilizzare le tue credenziali social oppure accedere velocemente come utente anonimo.

  • Ludmilla Karadzic 8 ottobre 2013 at 16:17

    La direttiva, diversamente da quanto previsto in Italia, dà la possibilità di abbinare al mutuo anche un altro prodotto (una polizza, un conto corrente, un conto deposito…).

    Per Altroconsumo, tale previsione potrebbe rappresentare per l’Italia un notevole passo indietro. Nel corso del 2012, in Italia sono state introdotte norme che considerano illecito il comportamento della banca che obbliga il cliente che chiede un mutuo ad aprire un conto corrente, oppure ad acquistare una polizza vita o una polizza incendio venduta dalla banca stessa. Il progetto di direttiva, invece, garantisce la possibilità di abbinare anche altri prodotti nel caso in cui possano dare un beneficio evidente ovvero oggettivo al consumatore, per esempio perché hanno un costo inferiore ad altri prodotti simili distribuiti sul mercato. Allo stesso modo, le norme che regolano l’estinzione anticipata del mutuo introdurrebbero un indennizzo a favore della banca attualmente non previsto in Italia.

    Dal 2007, con l’approvazione della legge Bersani, nel testo unico bancario è stata inserita una norma che afferma che l’estinzione anticipata del mutuo è sempre possibile e senza alcuna spesa . Non è prevista l’applicazione di alcuna commissione d’estinzione. Nella direttiva invece si precisa che la banca ha diritto a un indennizzo equo, giustificato dai costi sostenuti a causa del rimborso anticipato. In pratica se la banca dimostra che l’estinzione anticipata ha comportato un costo aggiuntivo, può chiedere un risarcimento al cliente”.

    Tra i pochi vantaggi per il cliente italiano, vi sarebbe nella direttiva solo l’esplicita previsione del ricorso vincolante al modello Esis per fornire le informazioni precontrattuali. Le condizioni previste nel modulo Esis saranno considerate valide per sette giorni, in modo da consentire al cliente di confrontare anche altre offerte sul mercato. Attualmente, invece, il modulo Esis, che viene consegnato solo dietro richiesta del cliente, rappresenta solo e soltanto una proposta di contratto: le condizione applicate allo sportello al momento della stipula del contratto possono infatti essere diverse. Secondo le nostre previsioni, nel momento in cui la direttiva sarà recepita, Banca d’Italia andrà fin da subito a utilizzare il modello Esis così come previsto dalle nuove Disposizioni sulla trasparenza che dovrebbero entrare in vigore nel gennaio 2014.

  • pierlato 17 settembre 2013 at 20:02

    Per regolarizzare la mia situazione debitoria nei confronti della Banca, nell’anno 2007 (marzo) ho controfirmato un piano di rientro in 84 rate mensili con scadenza ogni giorno 9 del mese.
    Per poter ottenere la “concessione” di tale agevolazione la Banca ha richiesto la firma a garanzia di mia moglie,
    di mio cognato e della consorte.
    Attualmente mi restano solo 8 rate compreso le “solite” 2 rate arretrate; da circa 4 anni pago sempre la rata pregressa e lascio due rate ancora da “pagare” (come suggeritomi da un amico funzionario bancario:
    l’importante è che siano sempre 2 le rate insolute ENTRO la fine del mese!). Oggi mi ha contattato il Direttore
    della Filiale comunicandomi che non intende più tollerare questa situazione e mi ha proposto di “rinegoziare” il
    debito (ho risposto che l’avevo chiesto inutilmente circa 4 anni fa…) oppure avrei dovuto pagare qualche altra
    rata (anche in modo parziale) altrimenti avrebbe segnalato il ritardo nel circuito bancario precludendomi così
    ogni possibilità di futuri prestiti (ho risposto che tanto le banche NON hanno intenzione di concedere prestiti….).
    Nella speranza di aver ben rappresentato la mia situazione chiedo:
    a) è giuridicamente corretto il tentativo di costringermi a regolarizzare la mia posizione?
    b) cosa può causare ai “garanti” un eventuale muro contro muro?
    Faccio presente che ad oggi NON risulta alcuna segnalazione CRIF (ho ricevuto la “certificazione” a fine agosto
    2013 tramite e-mail)

    Vi ringrazio in anticipo per la risposta.
    Cordiali saluti
    Piero La Torre

    • Ornella De Bellis 17 settembre 2013 at 20:18

      La banca potrebbe segnalare il suo nominativo alla Centrale rischi insieme a quello dei garanti. La segnalazione permarrebbe in archivio per dodici mesi (dal momento che si tratta di due rate insolute) successivi alla regolarizzazione dei pagamenti.

      Credo che lei conosca bene le conseguenze che possono derivare dall’inserimento di un nominativo nell’archivio dei cattivi pagatori. In caso contrario, può consultare l’apposita sezione del sito.

Altre info

staff e collaboratori
privacy e cookie
note legali
contatti



Cerca