Mutui ipotecari - un quadro di riferimento comune per i consumatori europei

La crisi finanziaria ha dimostrato che un comportamento irresponsabile da parte degli operatori è in grado di minare le basi del sistema finanziario, portando ad una mancanza di fiducia fra i consumatori. Molti consumatori hanno ottenuto prestiti insostenibili e sono stati poi coinvolti in pignoramenti ed espropriazioni forzate.

Il 13 settembre 2013, il parlamento europeo ha approvato una direttiva che stabilisce, per gli stati membri, un quadro di riferimento comune in materia di erogazione ai consumatori di contratti di credito garantiti da ipoteca o comunque relativi a immobili residenziali. L'auspicio è che tale direttiva venga al più presto recepita anche in Italia. Nel frattempo cercheremo, in questo articolo, di coglierne i punti qualificanti.

Lo scopo della direttiva è quello di sviluppare un mercato interno alla comunità europea più trasparente, efficiente e competitivo, attraverso contratti di credito coerenti, flessibili, incoraggiando la concessione di prestiti ai consumatori che risultino essere sostenibili, che garantiscano un'adeguata inclusione finanziaria e, al contempo, un elevato livello di protezione dei consumatori.

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Stai leggendo Mutui ipotecari - un quadro di riferimento comune per i consumatori europei Autore Giovanni Napoletano Articolo pubblicato il giorno 15 settembre 2013 Ultima modifica effettuata il giorno 2 agosto 2017 Classificato nella categoria nozioni di base su mutui affitti e leasing Inserito nella sezione mutui per acquisto casa e affitti del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

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  • Ludmilla Karadzic 8 ottobre 2013 at 16:17

    La direttiva, diversamente da quanto previsto in Italia, dà la possibilità di abbinare al mutuo anche un altro prodotto (una polizza, un conto corrente, un conto deposito…).

    Per Altroconsumo, tale previsione potrebbe rappresentare per l’Italia un notevole passo indietro. Nel corso del 2012, in Italia sono state introdotte norme che considerano illecito il comportamento della banca che obbliga il cliente che chiede un mutuo ad aprire un conto corrente, oppure ad acquistare una polizza vita o una polizza incendio venduta dalla banca stessa. Il progetto di direttiva, invece, garantisce la possibilità di abbinare anche altri prodotti nel caso in cui possano dare un beneficio evidente ovvero oggettivo al consumatore, per esempio perché hanno un costo inferiore ad altri prodotti simili distribuiti sul mercato. Allo stesso modo, le norme che regolano l’estinzione anticipata del mutuo introdurrebbero un indennizzo a favore della banca attualmente non previsto in Italia.

    Dal 2007, con l’approvazione della legge Bersani, nel testo unico bancario è stata inserita una norma che afferma che l’estinzione anticipata del mutuo è sempre possibile e senza alcuna spesa . Non è prevista l’applicazione di alcuna commissione d’estinzione. Nella direttiva invece si precisa che la banca ha diritto a un indennizzo equo, giustificato dai costi sostenuti a causa del rimborso anticipato. In pratica se la banca dimostra che l’estinzione anticipata ha comportato un costo aggiuntivo, può chiedere un risarcimento al cliente”.

    Tra i pochi vantaggi per il cliente italiano, vi sarebbe nella direttiva solo l’esplicita previsione del ricorso vincolante al modello Esis per fornire le informazioni precontrattuali. Le condizioni previste nel modulo Esis saranno considerate valide per sette giorni, in modo da consentire al cliente di confrontare anche altre offerte sul mercato. Attualmente, invece, il modulo Esis, che viene consegnato solo dietro richiesta del cliente, rappresenta solo e soltanto una proposta di contratto: le condizione applicate allo sportello al momento della stipula del contratto possono infatti essere diverse. Secondo le nostre previsioni, nel momento in cui la direttiva sarà recepita, Banca d’Italia andrà fin da subito a utilizzare il modello Esis così come previsto dalle nuove Disposizioni sulla trasparenza che dovrebbero entrare in vigore nel gennaio 2014.

  • pierlato 17 settembre 2013 at 20:02

    Per regolarizzare la mia situazione debitoria nei confronti della Banca, nell’anno 2007 (marzo) ho controfirmato un piano di rientro in 84 rate mensili con scadenza ogni giorno 9 del mese.
    Per poter ottenere la “concessione” di tale agevolazione la Banca ha richiesto la firma a garanzia di mia moglie,
    di mio cognato e della consorte.
    Attualmente mi restano solo 8 rate compreso le “solite” 2 rate arretrate; da circa 4 anni pago sempre la rata pregressa e lascio due rate ancora da “pagare” (come suggeritomi da un amico funzionario bancario:
    l’importante è che siano sempre 2 le rate insolute ENTRO la fine del mese!). Oggi mi ha contattato il Direttore
    della Filiale comunicandomi che non intende più tollerare questa situazione e mi ha proposto di “rinegoziare” il
    debito (ho risposto che l’avevo chiesto inutilmente circa 4 anni fa…) oppure avrei dovuto pagare qualche altra
    rata (anche in modo parziale) altrimenti avrebbe segnalato il ritardo nel circuito bancario precludendomi così
    ogni possibilità di futuri prestiti (ho risposto che tanto le banche NON hanno intenzione di concedere prestiti….).
    Nella speranza di aver ben rappresentato la mia situazione chiedo:
    a) è giuridicamente corretto il tentativo di costringermi a regolarizzare la mia posizione?
    b) cosa può causare ai “garanti” un eventuale muro contro muro?
    Faccio presente che ad oggi NON risulta alcuna segnalazione CRIF (ho ricevuto la “certificazione” a fine agosto
    2013 tramite e-mail)

    Vi ringrazio in anticipo per la risposta.
    Cordiali saluti
    Piero La Torre

    • Ornella De Bellis 17 settembre 2013 at 20:18

      La banca potrebbe segnalare il suo nominativo alla Centrale rischi insieme a quello dei garanti. La segnalazione permarrebbe in archivio per dodici mesi (dal momento che si tratta di due rate insolute) successivi alla regolarizzazione dei pagamenti.

      Credo che lei conosca bene le conseguenze che possono derivare dall’inserimento di un nominativo nell’archivio dei cattivi pagatori. In caso contrario, può consultare l’apposita sezione del sito.

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