Condominio » Avviso utenti morosi affisso al portone condominiale? E' diffamazione

Importantissima sentenza della Suprema Corte in materia di condominio: apporre l'avviso degli utenti morosi nel portone condominiale implica il reato di diffamazione.

La comunicazione contenente i nominativi dei condomini morosi, affissa al portone condominiale, nonostante la morosità degli stessi fosse effettiva, costituisce una condotta diffamante, non essendoci nessun interesse da parte dei terzi alla conoscenza di quei fatti, anche se veri.

Questo, in sintesi, l'orientamento espresso dalla Corte di Cassazione con sentenza 39986/14.

Da quanto si evince dalla pronuncia in esame, la diffusione dei nominativi dei condomini morosi, attraverso l'affissione sul portone di ingresso del condominio di una nota, integra il delitto di diffamazione essendo potenzialmente conoscibile da un numero indeterminato di persone e non essendoci alcun interesse alla conoscenza della circostanza relativa alla morosità di alcuni condomini.

A parere degli Ermellini, infatti, ai fini della configurabilità del reato di diffamazione è sufficiente il dolo generico, che può assumere anche la forma del dolo eventuale, ravvisabile nel caso in cui l'agente consapevolmente usi parole o espressioni socialmente interpretabili come offensive.

30 settembre 2014 · Gennaro Andele

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Stai leggendo Condominio » Avviso utenti morosi affisso al portone condominiale? E' diffamazione Autore Gennaro Andele Articolo pubblicato il giorno 30 settembre 2014 Ultima modifica effettuata il giorno 18 maggio 2017 Classificato nella categoria il condominio Inserito nella sezione giurisprudenza.

Commenti e domande

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  • campoverde 27 marzo 2015 at 15:27

    Morosità di spese condominiali: premesso che sulla mia casa c’e’ un mutuo fondiario con residuo di 96000 euri,Dopo 3 anni di accumulo di spese condominiali non pagate per un importo di 4870 euro,dopo i vari solleciti di routine sia legali che verbali da parte dell’amministratore,ho fatto presente all’amministratore che sono in procinto di vendere l’appartamento e quindi rogiteremo fra 30 gg.Questo gran “Signore” mi ha comunicato che e’ gia’ in possesso di decreto ingiuntivo nei miei confronti e pertanto a titolo di cortesia non me lo notifichera’ fino al rogito per evitare che anche la banca potesse svegliarsi e pretendere la restituzione immediata del mutuo,tuttavia lo terra’ nel cassetto…il “Gran Signore” mi ha emesso nei calcoli di chiusura conteggi le seguenti voci: Spese Legali per decreto ingiuntivo (Incluso Imposta di registro (Euro 1351,68)
    di cui 1101,68 come notula studio avv xxx
    ,Imposta registro su decreto ingiuntivo (Stimata euro250)
    Conteggi di chiusura e rilascio liberatoria (euro 50,75)
    per un totale di euro 6274,19
    Volevo chiedervi: tutte queste spese accessorie devo pagarle solo io, o qualcosa tocca anche ad altri condomini?
    Sull’ipotetico decreto ingiuntivo non notificato devo pagare tutti quei soldi? O mi sta’ truffando?
    L’Imposta di registro e’ giusta?
    Come devo comportarmi prima del rogito o durante il rogito notarile?
    Grazie se vorrete rispondermi entro il 10 di aprile 2015.Un abbraccio sincero a tutti voi,che mi avete dato sempre ottimi consigli. G.F. Milano

    • Simone di Saintjust 27 marzo 2015 at 15:58

      La banca si “sveglia” se non vengono pagate le rate del mutuo; se ne “strafotte” se il debitore ha insoluti con altri creditori. Quello dell’amministratore è solo un ricatto, neanche troppo sottile ed efficace con un debitore appena un po’ smaliziato. Peraltro un’azione esecutiva di espropriazione dell’immobile avviata dal condominio sarebbe velleitaria, per le ingenti spese che il condominio stesso dovrebbe sostenere con il rischio di trovarsi poi con il debito (comprese le somme anticipate per la procedura giudiziale) non rimborsato, dal momento che sulla casa insistono un’ipoteca ed un creditore privilegiato, vale a dire la banca.

      L’onorario corrisposto al legale per un ricorso per decreto ingiuntivo (nemmeno presentato per davvero), pari a 1100 euro e spicci, è semplicemente scandaloso. E’ chiaro che l’amministratore non ha badato a spese, tanto sono i condomini (anche lei, in millesimi) che pagano: questa circostanza, se vuole togliersi un sassolino dalle scarpe, può renderla nota a tutti, chissà che non decidano di cambiare amministratore alla prossima tornata.

      In più c’è da aggiungere che un decreto ingiuntivo concesso dal giudice va notificato nei termini, non quando l’amministratore decide che è giunto il momento opportuno. A mio parere l’amministratore le ha raccontato frottole ed ancor più ingiustificato è, allora, l’onorario professionale corrisposto all’avvocato (amico). Una rapina, per usare un eufemismo.

      Qualora le notificassero il decreto ingiuntivo, si opponga, almeno solo per la verifica delle spese legali. Sborsando 150 euro ad un avvocato di primo pelo, potrebbe risparmiare almeno 800 euro dalla notula, in base alla tariffe vigenti.

      Le spese accessorie, se reali e non abnormi ed ingiustificate, deve rimborsarle al condominio (che le ha anticipate) il solo condomino debitore. L’imposta di registro, se c’è la ricevuta di versamento, è sicuramente giusta (lo Stato non dà la percentuale all’amministratore colluso).

      Con il passaggio di proprietà i debiti condominiali accumulati dal vecchio proprietario non passano al nuovo: restano affar suo. Dunque, se vuole, potrebbe anche non pagare all’atto del tresferimento di proprietà, in attesa che l’amministratore le notifichi il decreto ingiuntivo …

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