La morosità delle bollette nel subentro e nella voltura delle utenze domestiche

Dunque, come spiegato nei precedenti paragrafi, nella fattispecie del subentro delle utenze domestiche, si è di fronte a due contratti differenti: il nuovo utente non dovrà, mai, rispondere dei debiti del vecchio utente.

Sono infatti due rapporti contrattuali distinti, con obbligazioni altrettanto distinte e imputabili quindi a soggetti diversi.

Per i debiti pregressi, il fornitore potrà rivalersi solo ed esclusivamente sul vecchio utente che li ha contratti.

Anche giurisprudenza consolidata ed Agcm (o Antitrust), hanno chiarito che il gestore non potrà mai rifiutarsi di attivare un'utenza a chi chiede il subentro per morosità lasciate dal vecchio contraente.

Da ciò ne conviene che il gestore non potrà pretendere il pagamento delle pendenze lasciate dal vecchio utente minacciando o eseguendo la sospensione dell'erogazione di energia.

Discorso a parte va fatto, invece, per la voltura, prassi ben più diffusa e meno costosa del subentro, in quanto, come accennato, permette di evitare l'interruzione della fornitura, ovvero la disattivazione e poi riattivazione del contatore, con aggravio di tempi e costi.

Ma qual è la definizione normativa di voltura?

Da quanto si legge sul sito dell'Aeeg (Autorità Energia Elettrica e Gas), nelle FAQ, sembrerebbe trattarsi di un semplice cambio di intestazione del contratto preesistente. Insomma, una vera e propria cessione del contratto a terzi.

Pertanto, in teoria, il nuovo intestatario dovrebbe accollarsi tutti i debiti dell'intestatario precedente, fermo restando il diritto di rivalsa su quest'ultimo.

Praticamente, per evitare una sospensione dell'utenza per morosità lasciata dal vecchio intestatario, il nuovo intestatario dovrebbe pagare il gestore e poi pretendere il rimborso dal vecchio utente.

Ma, con l'affermazione dei principi che stiamo per esporre, è possibile dire che, anche nel caso di voltura, il nuovo intestatario dell'utenza non ha nessun obbligo di accollarsi le morosità pregresse di altro utente.

Qualora il fornitore pretendesse il pagamento dei debiti lasciati dal vecchio utente commetterebbe un illecito, indipendentemente da ciò che prevedono le condizioni generali di contratto.

Vediamo i motivi di questa forte affermazione.

La soluzione si trova in una Delibera dell'AAEG, la 308/07, nella quale, contrariamente a quanto riportato nel sito della stessa autorità, la voltura viene definita, in relazione al singolo punto di prelievo, la cessazione del contratto di trasporto con un cliente e la contestuale stipula del contratto con un nuovo cliente, senza disalimentazione del punto di prelievo stesso.

Da questa definizione, è facile intendere che anche nel caso di voltura si è in presenza di due contratti distinti, uno intestato al vecchio utente e uno intestato al nuovo utente: proprio come accade nel subentro.

Questo principio, inoltre, è stato anche chiarito dalla sentenza 671/2012 del Tribunale di Messina, il quale ha specificato che la stipula di un nuovo contratto o la voltura di un contratto precedente non può essere subordinata all'estinzione della morosità del precedente intestatario, come affermato in tema di utenze domestiche dall'autorità per l'energia ed il gas.

Dunque, non deve essere consentito al soggetto che vende energia elettrica procedere al distacco di una fornitura intestata ad altri, per la morosità del precedente titolare.

Trattandosi di due contratti diversi, quindi, è evidente che il nuovo utente risponderà solo ed esclusivamente delle obbligazioni che nascono dal proprio contratto: non sarà in alcun modo tenuto, dunque, a pagare i debiti del precedente utente, debiti riferiti ad un contratto diverso cui egli è totalmente estraneo.

E' pur vero che la delibera 348/07 dell'AEEG riguarda solo l'elettricità, ma in assenza di una definizione diversa e contraria per il mercato del gas, cosa che sarebbe peraltro irragionevole, non può che applicarsi per analogia a tutte le utenze che ricadono sotto la regolamentazione dell'Autorità.

Richiedi assistenza gratuita sugli argomenti trattati nell'articolo

Richiedi assistenza gratuita o ulteriori informazioni su la morosità delle bollette nel subentro e nella voltura delle utenze domestiche.

Commenti e domande dei lettori

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima autenticarti cliccando qui. Potrai anche utilizzare le icone posizionate in basso nel pannello di registrazione, che ti consentiranno l'accesso diretto con un account Facebook, Google+ o Twitter.

  • edil durazzo 16 marzo 2015 at 15:36

    buon giorno io sono subentrata in un appartamento dove c'era già l'istallazione di un contatore gas eni il quale era intestato ad una società che è fallita e quindi ho richiesto di effettuare un subentro oppure voltura a nome di mio marito nel momento in cui ho effettuato questa chiamata all'eni, per comunicrare tutti i dati , il giorno seguente senza nessun preavviso sia telefonico che cartaceo , e sopratutto senza nessuno presente in quel momento a casa, hanno provveduto al distacco , anzi alla chiusura ,del contatore .
    io ho chiamato per chiedere spiegazioni ma ad oggi è passata già una settimana e mi dicono che i tempi per effettuare il passaggio sono lunghissimi.ma mi chiedo è una cosa lecita? il problema principale e che non ho ne acqua calda ,ne riscaldamenti, ne gas x cucinare e sono anche in attesa.... cosa mi consigliate di fare?

    • Ludmilla Karadzic 16 marzo 2015 at 16:08

      Da un pò di tempo l'ENI si comporta così quando si richiede la voltura di fornitura in punti di prelievo (POD) interessati da pregresse "morosità complesse". Probabilmente l'ENI aveva già tentato più volte di di disattivare la fornitura alla società fallita senza riuscirvi. Può se vuole, rivolgersi allo sportello del consumatore di energia presso l'Autorità per l'energia e il gas, dopo aver presentato reclamo all'ENI ed aver atteso un riscontro per almeno 40 giorni. Ma le premetto che, per esperienza personale, si tratta di una perdita di tempo: gli operatori dello sportello del consumatore non fanno altro che chiedere info all'ENI ed attendere risposta in un continuo gioco a ping pong.

      Le suggerisco di passare ad altro fornitore e poi, magari, citare l'ENI per danni, con l'assistenza di un avvocato. E' frustrante, lo ammetto, dare una risposta come questa, ma, è nostro dovere prospettare la realtà a chi ci contatta e non frottole.