Mutuo cointestato - Le problematiche

Condividere le spese di un mutuo ipotecario può avere i suoi vantaggi, ma, con un mutuo cointestato, possono sorgere diverse problematiche, soprattutto se lo stesso è pagato da un solo coniuge. Vediamo, nel prosieguo dell'articolo, come risolverle.

Quando si acquista un immobile, la cointestazione del mutuo può nascere da una precisa volontà dei richiedenti oppure dalla necessità della banca, che, in questo modo, ottiene maggiori garanzie.

Ma nella fattispecie, appunto, di un mutuo cointestato, cosa succede se uno dei due non paga?

Prima di affrontare questa diatriba, è bene chiarire che un mutuo cointestato non conviene solo a marito e moglie.

Per maggiori garanzie reddituali gli istituti di credito apprezzano che a concorrere al pagamento ci siano più contraenti. Sempre più spesso, infatti, al mutuo cointestato accedono non solo le famiglie, ma anche conviventi e amici che decidono di dividere le spese per un mutuo piuttosto che pagare un affitto.

Per le banche non c'è alcuna differenza. Di regola, difatti, le rate del mutuo gravano su entrambi i contraenti, che diventano contemporaneamente mutuatari e datori di ipoteca.

Inoltre, per la banca, non è fondamentale sapere chi dei due paga e a quale titolo.

Ciò, perché, nel caso di mancato pagamento di una o più rate, la banca può rivalersi indifferentemente su uno o sull'altro coniuge sia laddove entrambi i richiedenti producano reddito, e siano diventati cointestatari per rafforzare le garanzie fornite alla banca, sia nel caso in cui solo uno abbia fornito concrete garanzie reddituali e produca reddito.

Spesso, comunque, si ha l'esigenza di un mutuo cointestato anche per poter acquistare un'altra casa ed è chiaro che, finché si è impegnati in questo contratto, difficilmente le banche danno la possibilità di accendere un secondo mutuo.

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Commenti e domande dei lettori

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  • dario rota 11 maggio 2014 at 21:34

    Ho letto con molta attenzione l'articolo del 9 maggio scritto da Giorgio Napolitano a riguardo delle problematiche di un mutuo cointestato.Avrei un quesito da porle a riguardo delle possibili soluzioni liberatorie:ho sempre sostenuto solo io le spese del mutuo cointestato fin dal primo giorno quindi nel 2007,e la mia ex oltre a non abitarci più da anni ha donato il suo 50% al fratello di lei con una donazione(nel 2013) rimanendo al tempo stesso cointestataria del mutuo di cui sopra(oltre ad averne acceso un'altro per acquistarsi un'altra casa).Ora tramite il loro avvocato mi chiedono di pagargli una sorta di affitto(ancora da quantificare)in quanto utilizzo solo io l'immobile anche se i proprietari siamo io ed il cognato(che vive altrove) e nonostante paghi io solo tutto il mutuo.Possono chiedermi tale cosa?Posso eventualmente detrarre tale importo di affitto dalla rata del mutuo che io pago anche per loro?Se continuassi a pagare solo io al termine del mutuo ho diritti di prelazione sul 50% dell'immobile?Da gente esperta come siete se volessi rilevare io il 50% della casa(in sede di separazione giudiziale c'era un accordo sottoscritto inanzi al giudice con accordi precisi scritti sulla compravendita della quota ma poi la mia ex non ha più ritenuto vincolante tale accordo scritto) devo far recedere dalla donazione il cognato ed acquistare dalla mia ex che è cointestata sul mutuo?La banca erogatrice del mutuo nulla sapeva della donazione e dice che dovendo essa dare il suo assenso(per esempio la banca aveva il diritto di verificare le capacità reddituali del cognato oltre ad altri cavilli legali)la donazione è nulla.Non potrei donare pure io la mia quota allora se la mia ex e suo fratello non demordono?Una banca diversa dalla mia, mi ha proposto una sostituzione del mutuo più liquidità ma solo se prima divento l'unico proprietario dell'immobile perchè altrimenti con una quota gravata da donazione nessuno interviene.A vostro avviso ed in base alla vostra esperienza(alla casa io tengo assai,se non fosse perchè mia figlia minorenne ci è nata e mi è già costata un sacco di soldi oltre al fatto che potrei rilevare il 50% solo con 20000 euro a fronte di un valore periziato di 170000 ed un mutuo cointestato residuo di 60000)che possibili soluzioni vi sembrano più idonee?E' palese che tale donazione deprezza l'immobile oltre a renderlo ‘aggressibilè per vent'anni dagli eredi,se poi dono pure io la mia quota vi lascio immaginare.Non voglio contemplare di smettere di pagare il mutuo per obbligare gli altri ai loro obblighi di mutuo altrimenti sono condannato a vita da ogni sorta di banca.Cordiali saluti

    • Ludmilla Karadzic 12 maggio 2014 at 04:47

      Provi a raggiungere un accordo con il suo coniuge separato: quantifichi l'importo del canone di locazione per un appartamento simile al suo nella zona in cui esso è ubicato, e compensi la metà dell'importo così definito con la metà della rata del mutuo che lei sta già pagando.

      Si faccia assistere da un avvocato per mettere nero su bianco le condizioni concordate e la durata dell'accordo.

      Nella situazione che si è determinata, perseguire una soluzione giudiziale significa dover sostenere altri costi per esiti assolutamente imprevedibili.