Effetti e durata delle sanzioni amministrative accessorie comminate per l'emissione di assegni scoperti

Articolo 5 bis - Effetti e durata delle sanzioni amministrative accessorie

1. L'interdizione dall'esercizio di un'attività professionale o imprenditoriale priva, temporaneamente, il soggetto della capacità di esercitare una professione, industria o un commercio, per i quali è richiesto uno speciale permesso o una speciale abilitazione, autorizzazione o licenza dell'autorità.

2. L'interdizione dall'esercizio degli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese importa l'incapacità del soggetto di esercitare l'ufficio di amministratore, sindaco, liquidatore e direttore generale, nonché ogni altro ufficio con potere di rappresentanza della persona giuridica o dell'imprenditore.

3. L'incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione importa il divieto di concludere contratti con la pubblica amministrazione, salvo che per ottenere le prestazioni di un pubblico servizio.

4. Le sanzioni amministrative accessorie previste dai commi 1, 2 e 3 non possono avere una durata inferiore a due mesi, né superiore a due anni. Il divieto di emettere assegni bancari e postali non può avere una durata inferiore a due anni, né superiore a cinque anni.

5. Il prefetto, nel determinare il numero e la durata delle sanzioni amministrative accessorie da applicare, tiene conto della gravità dell'illecito e dell'importo dell'assegno o degli assegni emessi.

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  • paolo casalini 17 agosto 2011 at 09:23

    Il giorno 28 febbraio, ha fronte di un debito di 4.000 euro, ho emesso assegno su Unicredit .
    Il giorno successivo, arrivato l'assegno in banca, mi sono reso conto di aver utilizzato un blocchetto sbagliato, avendo sulla medesima banca vari conti intestati a società diverse. Preciso che sul quel conto non vi era sufficiente provvista, ma vi era provvista in altri conti intestati al sottoscritto o da me controllati. Chiamato il creditore, spiegata la situazione, ho provveduto a sostituire e pagare il debito in altro modo, mentre il creditore provvedeva a richiamare immediatamente il titolo. Pensavo tutto si fosse risolto amichevolmente, ma non era così.
    Il 10 maggio, ho richiesto sul primo conto, quello su cui avevo tratto l'assegno sbagliato, un nuovo carnet, che mi è stato regolarmente consegnato. Provvedevo a pagare quindi una fattura di euro 260, con assegno senza data, che giungeva in banca ai primi di agosto, essendo il titolo rimasto nelle mani del creditore in attesa di essere incassato. L'assegno, nonostante vi fosse regolare provvista in disponibilità e valuta, veniva protestato per emissione irregolare.
    Recatomi in banca mi veniva comunicato che sul conto il 3 giugno era stato segnalato al Cai (a causa dell'assegno da 4.000 euro richiamato), e pertanto era stata interdetta l'emissione di assegni. La comunicazione, così mi è stato detto, mi era stata inviata il 18 marzo. (Sto facendo accertamenti in azienda per capire se la raccomandata è realmente arrivata, e persa successivamente o non mai arrivata)
    C’è qualcosa che posso fare per cancellare un protesto che ovviamente mi procurerà non pochi fastidi?

    • Simone Saintjust 17 agosto 2011 at 14:30

      Ho consigliato più volte e con successo, in casi molto frequenti come il suo (superficialità ed arroganza di banche e funzionari) di presentare ricorso all'arbitro bancario finanziario. Appena la banca riceve la notifica della presentazione del ricorso, temendo una sicura pubblicità negativa, attiva le procedure per riconoscere la errata segnalazione del protesto. Questa è l'esperienza vissuta.

      Può trovare info utili sulla procedura da seguire qui http://www.indebitati.it/guide/arbitro-bancario-finanziario-guida-al-ricorso/

      Mi auguro e le auguro di ottenere un pò di giustizia (non il ristoro dei danni subiti, ma almeno la cancellazione del protesto).

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