Recupero crediti

Violenza e minacce al debitore da parte di un addetto al recupero crediti - quando è configurabile l'esercizio arbitrario delle proprie ragioni e quando, invece, si tratta di vera e propria estorsione

Ludmilla Karadzic - 22 agosto 2019

Il delitto di esercizio arbitrario delle proprie ragioni e quello di estorsione, si distinguono non per la materialità del fatto, che può essere identica, ma per l'elemento intenzionale che, qualunque sia stata l'intensità e la gravità della violenza o della minaccia, integra la fattispecie estorsiva soltanto quando abbia di mira l'attuazione di una pretesa non tutelabile davanti all'autorità giudiziaria. In pratica, si tratta di estorsione se, ad esempio, la pretesa è fondata su di un credito ormai prescritto, oppure quando l'iniziativa nei confronti del debitore viene assunta da un soggetto che non è in alcun modo titolare del diritto derivante [ ... leggi tutto » ]

Telefonate continue ed insistenti indirizzate al debitore inadempiente e provenienti da una società di recupero crediti? e' sufficiente presentare una querela per molestie se si desidera davvero porre fine alla persecuzione

Giovanni Napoletano - 16 agosto 2019

Chiunque, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, ovvero col mezzo del telefono, per petulanza o per altro biasimevole motivo, reca a taluno molestia o disturbo è punito con l'arresto fino a sei mesi o con l'ammenda fino a cinquecentosedici euro (articolo 660 del codice penale). La norma punisce il recare molestia o disturbo alle persone: la condotta può manifestarsi in qualsiasi luogo, pubblico o privato, ed anche per mezzo del telefono, e consiste nell'oggettiva idoneità a molestare terze persone, interferendo nell'altrui vita privata e nell'altrui vita di relazione. Per petulanza si intende ogni contegno di arrogante invadenza e [ ... leggi tutto » ]

Il condebitore solidale che paga al creditore una somma maggiore rispetto alla parte che è obbligato a versare, ha diritto di regresso nei confronti degli altri condebitori anche se non ha corrisposto l'intero

Giorgio Martini - 29 agosto 2018

Il condebitore solidale che paga al creditore una somma maggiore rispetto alla parte che è obbligato a versare, ha diritto di regresso nei confronti degli altri condebitori anche se non ha corrisposto l'intero, perché la ratio delle norme è quello di tutelare il depauperamento del suo patrimonio oltre il dovuto e il corrispondente indebito arricchimento dei condebitori, con la conseguenza che ciascun debitore può agire in regresso nei confronti dell'altro a condizione che l'importo azionato non ecceda la parte di pertinenza del condebitore nei cui confronti l'azione viene esercitata. Così hanno deciso i giudici della Corte di cassazione con la [ ... leggi tutto » ]

Se il debitore ammette l'esistenza del debito al creditore cedente, la società di recupero crediti cessionaria non può avvalersi di tale ammissione ma deve provarne comunque l'esistenza

Rosaria Proietti - 22 aprile 2017

Qualora il creditore, nei cui confronti il debitore abbia ammesso stragiudizialmente l'esistenza del credito (ad esempio con una scrittura privata oppure tramite uno scambio epistolare finalizzato alla ricerca di un accordo sui tempi di rimborso) ceda il credito ad un terzo (tipicamente una società di recupero crediti) quest’ultimo, benché divenuto cessionario (pro solvendo o pro soluto che sia) del credito, non fruisce della valenza di prova legale di tale confessione stragiudiziale, non verificandosi, per espressa volontà del legislatore, alcuna traslazione degli effetti giuridici della confessione come prova vincolante a chi di quest’ultima intende avvalersi. Qualora, dunque, il cessionario la invochi [ ... leggi tutto » ]

Fatture energia elettrica e gas: arrivano i cacciatori di bollette » eni, enel, edison e sorgenia si affidano a società di recupero crediti

Andrea Ricciardi - 25 febbraio 2017

Le società erogatrici di energia non riescono più a riscuotere le somme delle fatture inviate ai consumatori, così, entrano in scena i cacciatori di bollette: scopriamo chi sono. Dall'inizio della crisi, ormai circa 10 anni fa, molte famiglie e aziende italiane sono in difficoltà. Chi ha perso il proprio lavoro, chi gli investimenti effettuati. E tra le due categorie sorge un inconveniente comune, il pagamento delle bollette. E già, potrebbe sembrare poca cosa ma in Italia ci sono circa 380.000 utenti che non pagano le fatture dei servizi di luce e gas. Le sorelle Eni, Enel, Edison, Eon energia e [ ... leggi tutto » ]

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