La pronuncia di legittimità sulla simulazione di vendita di un immobile

Al riguardo, la Cassazione, sulla base di un orientamento giurisprudenziale consolidato (sentenze numero 36290 del 2011, numero 14720 del 2008, numero 7916 del 2007, numero 17071 del 2006), ritiene che la fattispecie di sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte non richieda che l'Amministrazione tributaria abbia già compiuto un'attività di verifica, accertamento o iscrizione a ruolo, la sussistenza di una procedura di riscossione in atto e la effettiva vanificazione della riscossione tributaria coattiva.

Secondo la Cassazione, la nuova fattispecie delittuosa di simulazione della vendita di un immobile costituisce reato “di pericolo” ed è prevista solo come evenienza futura che la condotta tende (e deve essere idonea) a neutralizzare. Ai fini della perfezione del delitto, pertanto, è sufficiente la semplice idoneità della condotta a rendere inefficace (anche parzialmente) la procedura di riscossione - idoneità da valutare con giudizio ex ante - e non anche l'effettiva verificazione di tale evento.

La sentenza, altresì, ha affermato che, ai fini del perfezionamento del reato, non è richiesta la sussistenza di una procedura di riscossione in atto, trattandosi di reato di pericolo.

In altri termini, non rileva che il contribuente non abbia più la disponibilità dei beni quando ha inizio nei suoi confronti una procedura di riscossione coattiva tributaria. E' sufficiente che la notifica delle cartelle esattoriali esecutive avvenga prima della stipula del rogito per un importo superiore alla soglia di punibilità prevista dalla norma.

26 agosto 2012 · Rosaria Proietti

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