Tullio Solinas

Il creditore procedente sa del fondo pensione avendo visionato la dichiarazione del datore di lavoro riguardo la busta paga del debitore inadempiente: si tratterebbe di capire se ha notificato al terzo gestore del fondo pensione l’atto di pignoramento a carico del lavoratore aderente: comunque, in tale ipotesi, la società che gestisce il fondo pensione a cui il lavoratore ha aderito, avrebbe dovuto comunicare, allo stesso, la pretesa del creditore.

Se quanto sopra si fosse verificato, il passaggio ad altra forma pensionistica si porterebbe con sé l’aggravio di richiesta di accantonamento ad opera del creditore fino ad 1/5 del capitale maturato.

Ed allora, al momento del passaggio in pensione (delle dimissioni volontarie o di un eventuale licenziamento), la somma maturata con la pensione integrativa al netto degli oneri di legge (e fino ad un massimo del 20%) potrebbe essere decurtata dell’importo del debito residuo non coperto dal quinto del Trattamento di Fine Rapporto.

In poche parole, a questo punto è inutile spostare la posizione maturata se il trasferimento è finalizzato ad evitare che la somma maturata nel fondo possa servire a rimborsare il credito azionato dal creditore procedente in caso di passaggio in quiescenza, dimissioni o licenziamento. Se notifica c’è stata all’attuale gestore per la richiesta di accantonamento a garanzia del credito azionato, non ci si salva spostando altrove la posizione maturata.


Per visualizzare l'intera discussione, completa di domanda e risposta, clicca qui.