Tullio Solinas

Nel caso in questione si parlerebbe di pensione indiretta e non di reversibilità, dal momento che si tratterebbe di pensione corrisposta ai familiari superstiti in seguito a decesso del lavoratore non ancora pensionato.

Va ricordato, preliminarmente che la pensione indiretta ai familiari superstiti è riconosciuta qualora l’assicurato abbia perfezionato 15 anni di anzianità assicurativa e contributiva, ovvero 5 anni di anzianità assicurativa e contributiva di cui almeno 3 anni nel quinquennio precedente la data del decesso.

Nella fattispecie (assenza del coniuge), soddisfatti i requisiti contributivi previsti per il lavoratore assicurato, avranno diritto al trattamento pensionistico indiretto, in quanto superstiti, i figli minorenni (alla data del decesso del lavoratore), i figli inabili al lavoro e a carico fiscale del genitore al momento del decesso, indipendentemente dall’età; i figli maggiorenni studenti, a carico del genitore al momento del decesso, che non prestino attività lavorativa.

Non è quindi previsto il requisito di convivenza fra lavoratore assicurato premorto e figlio superstite.

Sono considerati a carico fiscale del padre percipiente reddito i figli di età inferiore o uguale a 24 anni che, nel periodo d’imposta precedente, abbiano percepito un reddito complessivo uguale o inferiore a 4 mila euro, al lordo degli oneri deducibili, nonché i figli di età superiore ai 24 anni che, nel periodo d’imposta precedente, abbiano percepito un reddito complessivo uguale o inferiore a 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili.


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