Patrizio Oliva

L’articolo 545 del codice di procedura civile consente al debitore esecutato di prelevare, nel corso dell’azione esecutiva di pignoramento del conto corrente sul quale vengono accreditati lo stipendio o la pensione, parte delle retribuzioni trasferite sul conto corrente, dopo la data di notifica del pignoramento: bisogna, tuttavia, rivolgersi al funzionario responsabile della filiale di banca o dell’ufficio postale dove è stato aperto il conto corrente, risultando quest’ultimo bloccato al cliente, debitore esecutato, per qualsiasi operazione di prelievo.

Per evitare possibili discussioni con la controparte ignara della normativa vigente (soprattutto se pensione e stipendio sono già pignorati alla fonte) e/o per poter disporre dell’intera somma accreditata quando i tempi impiegati dal giudice designato a emettere il decreto di assegnazione del saldo si dilatano, potrebbe essere utile aprire un nuovo conto corrente comunicando tempestivamente a INPS o al datore di lavoro le nuove coordinate.

Sicuramente anche il nuovo conto corrente potrà essere pignorato, ma, occorrerà un’altra fase di notifica e nel frattempo il problema sarà stato, anche se temporaneamente, risolto. A nostro parere il creditore procederà, per il recupero del residuo, con pignoramento della pensione o dello stipendio rispettivamente preso INPS o presso il datore di lavoro.


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