Giorgio Martini

E’ bene, per evitare contenziosi fra gli eredi, che il conguaglio da stabilire per l’erede a cui verrà attribuito l’immobile di minor valore sia riferito ad una valutazione, per quanto possibile, oggettiva ed attuale dei beni ereditari (stima peritale recente), anche se, va sottolineato, il testatore dispone della cosiddetta quota disponibile che dipende dal numero degli eredi. Ad esempio per un testatore vedovo (o non coniugato) con due figli riconosciuti, la quota disponibile al testatore è pari ad un terzo del valore complessivo presunto dell’eredità. Il che vuol dire che il testatore, volendo, può assegnare la quota disponibile ad uno solo degli eredi senza che l’altro possa lamentare un vizio di lesione della quota di legittima: quindi un figlio può ricevere un terzo del valore complessivo presunto dell’eredità e l’altro figlio i 2/3, senza possibilità per il primo di intentare azioni giudiziali di riduzione dell’eredità assegnata al secondo.

Per rispondere poi alla domanda posta, va rilevato che l’assegnazione ipotizzata dal testatore viene classificata come assegnazione divisionale qualificata, la quale comporta una concreta attribuzione dei beni e non determina una comunione ereditaria.

Infine, come consiglio, anche se non richiesto, suggeriamo di farsi sempre assistere da un professionista (notaio o avvocato) nella redazione di un testamento e di non indulgere nella pratica “fai da te”.


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