Giovanni Napoletano

La società erogatrice del servizio di fornitura dell’acqua non è tenuta a verificare eventuali consumi anomali del cliente, ma, su richiesta del cliente stesso, deve intervenire tempestivamente per verificare eventuali perdite di acqua lungo la conduttura a valle del contatore.

La bolletta si può pagare a rate quando la fattura emessa superi del 100% il valore dell’addebito medio delle bollette emesse nel corso degli ultimi 12 mesi. Ad esempio, se negli ultimi 12 mesi il cliente ha ricevuto 4 bollette per un importo complessivo di 100 euro, la quinta bolletta è rateizzabile se il suo valore supera i 200 euro. Purtroppo la fattura di 1800 euro ha alzato la media e, probabilmente, la successiva di 1120 euro non presenta i requisiti per la rateizzazione: comunque, con le bollette degli ultimi 12 mesi alla mano, va effettuato il calcolo ed eccepito, eventualmente, al fornitore che rifiuta la dilazione della bolletta.

In caso di mancato pagamento della bolletta (non rateizzata) il fornitore deve dapprima costituirsi in mora con notifica al cliente (con la costituzione in mora, all’importo della bolletta non pagata alla scadenza vengono applicati gli interessi moratori) Quindi, al cliente deve essere offerto un piano di rientro dal debito: il piano di rientro dilazionato deve avere una durata minima di 12 mesi, con rate non cumulabili di frequenza pari a quella della fatturazione, salvo diversi accordi tra le parti.

Se il cliente non paga una rata del piano di dilazione, il relativo importo può essere maggiorato ancora con gli interessi di mora (che risarciscono il creditore per il ritardato pagamento) e, se previsto dal piano di rateizzazione, l’utente deve saldare l’intero debito residuo entro 20 giorni dalla scadenza della rata non pagata (decadenza dal beneficio del termine).

Se non lo fa, il gestore può procedere alla limitazione, sospensione o disattivazione della fornitura senza ulteriore preavviso.

Per le utenze domestiche residenti che non sono titolari di bonus idrico (o bonus acqua), la fornitura può essere sospesa solo quando il debito supera l’importo dovuto nell’anno precedente per i consumi in fascia a tariffa agevolata, e solo in seguito all’intervento di limitazione della fornitura, se tecnicamente possibile.

Invece, le utenze domestiche residenti titolari di bonus idrico e le utenze con uso pubblico non disalimentabile non possono essere sospese o disattivate in caso di morosità.

Se il cliente dispone di un ISEE basso, potrà pertanto essere utile richiedere il bonus idrico (o bonus acqua).


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