Chiara Nicolai

Dal precedente intervento era emersa questa posizione emersa dal CAF a cui la studentessa si era rivolta, in base alla quale una studentessa iscritta all’Università, per accedere al reddito di cittadinanza debba far riferimento alla DSU/ISEE per l’Università.

La normativa vigente (ovvero il decreto legge 4/2019 che si occupa di reddito di cittadinanza) solo una volta, a quanto ci risulta, impone l’utilizzo di una particolare Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) finalizzata al calcolo dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) per poter accedere al beneficio del reddito di cittadinanza. Lo fa all’articolo 2 (beneficiari), lettera b) numero 1) laddove viene stabilito che nel caso di nuclei familiari con minorenni, l’ISEE e’ calcolato ai sensi dell’articolo 7 del medesimo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 159/2013, vale a dire con l’ISEE minorenni.

Il CAF interpellato afferma che l’ISEE è uno, uno per ciascun nucleo familiare: ebbene con il trasferimento della residenza della studentessa dalla casa dei genitori a quella del cugino, si formano due nuovi nuclei familiari: il nucleo familiare di origine, composto, adesso, dai soli genitori senza la figlia studentessa, nonché quello della studentessa universitaria di 31 anni che non convive più con i propri genitori. Si tratta di nuclei familiari che prima non esistevano.

Nemmeno è vero che l’ISEE è unico: lo Stato italiano corrisponde al CAF un emolumento standard per ogni diverso nucleo familiare di riferimento e quindi, se il un determinato nucleo familiare ha già presentato, con l’assistenza di un CAF, una DSU/ISEE per l’università, il CAF non avrebbe diritto ad alcun corrispettivo per la DSU/ISEE ordinaria presentata dal medesimo nucleo familiare. Peraltro, se si produce la DSU/ISEE precompilata con la piattaforma resa disponibile sul sito INPS, di DSU/ISEE se ne possono compilare infinite dello stesso tipo e, per lo stesso tipo di ISEE, vale sempre l’ultima DSU/ISEE archiviata in ordine di tempo. Se fosse vero che la DSU/ISEE è unica si negherebbe , implicitamente, la possibilità di accedere a prestazioni agevolate diverse per uno stesso nucleo familiare.

Se questo è l’ostacolo, conviene utilizzare il sito INPS e le credenziali SPID per presentare una DSU/ISEE ordinaria, qualora nessun CAF si rendesse disponibile a compilare gratuitamente una DSU/ISEE ordinaria alla studentessa che ha già compilato una DSU/ISEE per l’Università. Oppure l’addetto del CAF andrebbe gratificato con un’offerta in denaro, almeno pari al compenso che il CAF riceve per ogni DSU/ISEE compilata con la sua assistenza. In tal maniera, al massimo (qualora non si volesse produrre l’ISEE precompilato per l’Università alla bisogna), la studentessa dovrà scegliere se accedere al reddito di cittadinanza o ai benefici per l’Università: ma è ovvio che fra i due benefici non c’è partita e la scelta ricadrebbe, inevitabilmente, sul reddito di cittadinanza.

Infine, vale la pena di ricordare che, come chiarisce ancora il sito INPS, l’ISEE ordinario contiene le principali informazioni sulla situazione anagrafica, reddituale e patrimoniale del nucleo familiare. Questo tipo di indicatore vale per la maggior parte delle prestazioni e che l’ISEE Università serve esclusivamente per accedere alle prestazioni per il diritto allo studio universitario.

Noi riteniamo che per la studentessa aspirante a percepire il reddito di cittadinanza, sia sufficiente compilare la DSU/ISEE ordinaria, almeno fino a quando non ci sarà referenziata una normativa precisa, come l’articolo 2 del decreto legge 4/2019, che affermi esplicitamente che lo studente universitario avente diritto, per accedere al reddito di cittadinanza, debba presentare la DSU/ISEE per l’Università. E, riteniamo, altresì, che il CAF debba assistere la studentessa che ne faccia richiesta dal momento che il nucleo familiare richiedente (formato dalla sola studentessa) è diverso da quello che a suo tempo aveva richiesto, peraltro inutilmente, la DSU/ISEE per l’università (allora formato da genitori e dalla studentessa stessa).

Per un soggetto di 31 anni, che forma un nucleo familiare singolo, distinto da quello dei propri genitori in quanto con esso non convivente, e per quanto afferisce il diritto a percepire il reddito di cittadinanza, patrimoni e redditi sono rispettivamente quelli detenuti e percepiti dal singolo componente e che, pertanto, da soli, devono rispettare i requisiti previsti per poter accedere al reddito di cittadinanza.

E’ palese, tuttavia, che una volta presentata la DSU ordinaria la dichiarante studentessa rinuncia implicitamente all’ISEE calcolato per l’università (e alle relative agevolazioni) propendendo, automaticamente, ad accedere al beneficio del reddito di cittadinanza. La ratio è che reddito di cittadinanza e agevolazioni universitarie non possono essere fruite contemporaneamente se la DSU è compilata nell’interesse del medesimo elemento del nucleo familiare.


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