Lilla De Angelis

Le azioni esecutive hanno un costo in termini di Contributo unificato (da versare allo Stato per il servizio di Giustizia), di parcella per l’avvocato, di spese di custodia (quando si pignora un bene mobile) e di spese per la procedura di vendita concorsale del bene pignorato diverso dal danaro fungibile: quindi le azioni esecutive si portano avanti solo se ne vale la pena (per il credito vantato e per le aspettativa di recupero del credito rispetto ai costi sostenuti), dovendo le spese, comunque, essere anticipate dal creditore procedente.

Per un vecchio scooter, per di più di modesto valore, difficilmente alienabile in sede di vendita all’asta ad un prezzo non vile, non vale certo la pena di avviare azioni esecutive, con il rischio per il creditore procedente, di finire, come si suole dire, “cornuto e mazziato”.

Per concludere, mi sembra inutile discutere di espropriazione dello scooter o di azione revocatoria in caso di vendita del veicolo.


Per visualizzare l'intera discussione, completa di domanda e risposta, clicca qui.