Carla Benvenuto

Assolutamente no: infatti, se l’importo dello stipendio netto è inferiore a 3 volte l’importo massimo dell’assegno sociale (ad oggi circa 1380 euro), il debitore può comunque prelevarlo qualora la notifica del pignoramento sia avvenuto dopo l’accredito stipendiale (articolo 545 del codice civile).

Se, invece, l’accredito della retribuzione avviene dopo la notifica del pignoramento del conto corrente, il creditore non potrà comunque disporne, dovendo necessariamente procedere con pignoramento presso il datore di lavoro, ex articolo 545 del codice civile.

Quindi non si viola, in alcun modo, l’articolo 492 del codice di procedura civile, secondo il quale dopo la notifica dell’atto di pignoramento il debitore non può compiere azioni finalizzate a sottrarre alla garanzia del credito azionato, il saldo di conto corrente: saldo di conto corrente che nel frattempo, prima della data della decretazione di assegnazione giudiziale, potrebbe lievitare in ragione di accrediti estemporanei che comporterebbero, peraltro, un aggiornamento/integrazione della dichiarazione che la banca (il terzo pignorato) ha probabilmente già comunicato al creditore procedente ai sensi dell’articolo 547 del codice di procedura civile.


Per visualizzare l'intera discussione, completa di domanda e risposta, clicca qui.