Ornella De Bellis

Può darsi che l’intermediario che nel 2012 le concesse il credito preferì portare a perdita l’intera posizione a sofferenza: successivamente, tuttavia, il creditore originario è riuscito a cedere il credito ad una società di factoring vigilata dalla Banca d’Italia e la segnalazione mensile è ripresa.

Attualmente, da quanto risulta nella Centrale Rischi così come in questa sede esposto, il debitore è esclusivamente obbligato nei confronti della cessionaria (chi ha acquistato il credito).

Indipendentemente dall’importo indicato come passato a perdita il debitore è obbligato per 2 mila e 400 euro: la soluzione a saldo stralcio sarebbe sicuramente preferibile per il debitore, ma si tratta sempre di un accordo bilaterale che richiede di conoscere qual è la posizione del creditore.

La sua sensazione è esatta: riceverà sicuramente un diniego nel richiedere un mutuo nei 36 mesi successivi alla regolarizzazione della posizione debitoria. L’addetto che sarà chiamato a valutare il merito creditizio del debitore censito in CR più che guardare se la situazione è stata sanata integralmente o a saldo stralcio (con la rinuncia del creditore al debito residuo) registrerà sicuramente la “furbata” di un debitore inadempiente che si decide a rimborsare un debito dopo nove anni e solo perchè ha bisogno di un mutuo.

Secondo la nostra esperienza anche passati i 36 mesi canonici lei non riuscirà a rientrare nel circuito del credito per la semplice ragione che, ormai, numerosi intermediari consultano banche dati non ufficiali fatte in casa, raccogliendo in un file i codici fiscali dei debitori inadempienti prossimi ad essere oscurati nella Centrale Rischi Ufficiali.

Se le interessa approfondire la questione può consultare questa sezione.


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