Marzia Ciunfrini

La lavoratrice deve rivolgersi al giudice del lavoro presso il tribunale territorialmente competente per chiedere che si accerti l’inidoneità della prestazione del turno notturno – a cui ella è obbligata dal datore di lavoro – a causa delle proprie condizioni di salute psicofisiche e che, una volta accertata tale inidoneità, si verifichi l’effettiva incompatibilità, rispetto all’organizzazione di lavoro aziendale, dell’inserimento della lavoratrice nelle turnazioni diurne.

Solo successivamente alla pronuncia giudiziale che accerti l’inidoneità della prestazione di lavoro in orario notturno e verifichi l’impossibilità o l’antieconomicità, per l’azienda, di collocare la lavoratrice in turnazione diurna, il datore di lavoro potrà licenziare la lavoratrice per giustificato motivo oggettivo o la lavoratrice potrà dimettersi per giusta causa.


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