Piero Ciottoli

Il contratto preliminare stipulato dal notaio viene perfezionato per esser registrato e trascritto nei pubblici registri immobiliari e la trascrizione tutela soprattutto il compratore, specie quando intercorrono tempi lunghi tra preliminare e rogito: infatti, dopo la trascrizione, chi aliena non potrà vendere l’immobile a qualcun altro, né concedere un’ipoteca sull’immobile, né costituire una servitù passiva o qualsiasi altro diritto pregiudizievole. Gli eventuali creditori del venditore non potranno iscrivere un’ipoteca sull’immobile promesso in vendita, né pignorarlo. Dal momento della trascrizione del contratto preliminare, l’immobile è riservato al futuro acquirente, e qualsiasi trascrizione o iscrizione non avrebbe effetto nei suoi confronti.

Per questa ragione, di solito, è l’acquirente che paga il notaio. La trascrizione nei pubblici registri immobiliari non può essere perfezionata se l’atto non è registrato e deve essere effettuata entro venti giorni dalla data dell’atto.

In sede di registrazione del contratto preliminare devono essere pagate le imposte che saranno poi recuperate in sede di stipula del definitivo: precisamente lo 0,50% sulla caparra, ed il 3% delle somme pagate come acconto sul prezzo finale. Ed è il notaio che provvede a registrare l’atto e a pagare, con delega, le imposte dovute che sono sempre a carico, per prassi, del compratore: per cui è pressoché impossibile che si commetta evasione.


Per visualizzare l'intera discussione, completa di domanda e risposta, clicca qui.