Annapaola Ferri

Di solito il contratto sottostante la concessione di una carta di credito rotativo (o revolving) prevede la possibilità di risoluzione unilaterale e l’obbligo per il debitore di rientrare dallo scoperto in unica soluzione (o, al massimo, attraverso un piano di dilazione concordato).

Se così’ fosse anche in questo caso, il suo rifiuto di corrispondere al creditore il debito accumulato non ha alcuna legittimazione giuridica.

L’applicazione degli interessi moratori sul capitale dovuto, che decorrono dal momento in cui lei ha espresso il rifiuto a saldare il debito, rendono verosimile la lievitazione della debenza da 2200 euro a 2500 euro.

La prescrizione del diritto di esigere il rimborso dello scoperto revolving alla scadenza contrattuale è decennale e decorre dal momento in cui il creditore esprime, per iscritto, la volontà di ottenere il rimborso di quanto utilizzato: inoltre, tale prescrizione si rinnova anche ad ogni pretesa scritta dell’eventuale creditore cessionario. Mi sembra pertanto che a distanza di quasi dieci anni il creditore abbia tutto il diritto di esigere la somma di denaro a suo tempo richiesta al debitore inadempiente.


Per visualizzare l'intera discussione, completa di domanda e risposta, clicca qui.