Ludmilla Karadzic

Se il soggetto deceduto non aveva coniuge e figli, né genitori viventi, il fratello è, in mancanza di rinuncia all’eredità, erede (insieme ad altri eventuali collaterali) e come tale obbligato a saldare i debiti del defunto.

Tuttavia, qualora il deceduto non avesse lasciato beni in eredità, non conviveva con il fratello superstite e valutata l’entità dell’importo richiesto dalla società di recupero crediti, il fratello obbligato a saldare i debiti del defunto, potrebbe ancora rinunciare all’eredità presentando apposita dichiarazione presso la cancelleria del tribunale territorialmente competente (in relazione al luogo ove è avvenuto il decesso). Occorrono poche decine di euro in bollo e, naturalmente, un po’ di tempo da perdere: in tal modo però la rinuncia diventa opponibile a qualsiasi eventuale creditore del fratello premorto non ancora palesatosi.

Un’altra opzione da prendere in considerazione è quella di cestinare la richiesta puntando a stancare il creditore che difficilmente agisce contro eredi non legittimari del debitore (diversi, cioè, da coniuge e figli).

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