Michelozzo Marra

Se la moglie decede prima del marito testatore, ella non diviene usufruttuaria dell’immobile, come disposto nel testamento del coniuge, e quindi ci troviamo nel caso di assegnazione di beni (l’usufrutto) la cui assegnazione non è inclusa nel testamento. Attualmente, la giurisprudenza non ha un orientamento univoco sulle modalità di assegnazione dei beni non inclusi nelle disposizioni testamentarie in assenza di un erede universale: si individuano due diverse posizioni. Secondo un primo orientamento i beni vanno agli eredi testamentari in proporzione delle quote; secondo altra posizione, i beni vanno solo agli eredi legittimi, con la conseguenza che sui beni di cui il testatore non ha disposto, si aprirà la successione legittima.

Nel caso specifico, per fortuna, gli eredi testamentari rivestono anche la qualità di eredi legittimi e dunque il problema non si pone.

Tuttavia ricordiamo al lettore che oltre all’articolo 479 del codice civile esiste anche l’articolo 524 del codice civile (impugnazione della rinuncia) in base al quale, se taluno rinunzia, benché senza frode, a un’eredità con danno dei suoi creditori, questi possono farsi autorizzare ad accettare l’eredità in nome e luogo del rinunziante, al solo scopo di soddisfarsi sui beni ereditari fino alla concorrenza dei loro crediti.

Quindi, non è detto che i due nipoti del testatore, che subentrano come eredi per rappresentazione in seguito alla rinuncia del genitore debitore, riusciranno a godersi tutta l’eredità del nonno.

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