Gennaro Andele

Il canone annuo per la tenuta di un conto online è salito del 10,62%, passando dai 26,82 euro dello scorso anno ai 29,67 euro attuali: tra le operazioni in aumento i versamenti di contanti e assegni (+12,50%), le cui commissioni balzano da 0,88 a 0,99 euro, e anche il canone annuo della carta di credito (+9, 59%), cresciuto da 21,66 a 23,74 euro.

Peraltro dai dati emerge che i rincari per i conti intestati a una singola persona sono maggiori: per chi si avvale solo dell’internet banking la spesa sale del 13,26%, passando da una spesa di 90,39 agli attuali 102,38 euro, e i costi lievitano anche per coloro che fanno uso misto del conto, del 5,61%, con una spesa passata da 117,70 a 124,30 euro.

In compenso il canone anno della carta di debito nella media dei casi considerati è stato del tutto abolito. E si spende molto meno anche per la domiciliazione delle utenze, con un calo dei costi addirittura dell’84,32%.

Il quadro che ne emerge è però piuttosto sconfortante se si considera la spinta verso il digitale. Secondo il World Retail Banking Report il 75% dei consumatori preferisce l’internet banking alle filiali fisiche, in aumento rispetto al 49% registrato prima della pandemia, mentre il 55% predilige l’utilizzo delle app di mobile banking, rispetto al 47% riportato in precedenza

I conti correnti tradizionali con gestione del tutto “offline” ossia con operazioni allo sportello in filiale, sono i più convenienti: i costi sono scesi dell’8,38%. La spesa è passata da 194,47 a 178,18 euro, comportando risparmi per i “single” (-2,91%), ma soprattutto per i conti cointestati per coppie (-10,13%) e i nuclei familiari (- 11,19%).

Non va male anche a chi fa un utilizzo misto del conto (metà allo sportello e metà online). In questo caso in media si spende meno (-4,06%) rispetto al 2020: con un costo complessivo calato da 151,47 a 145,32 euro.

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