Rosaria Proietti

In base agli importi massimi stabiliti per il 2021 relativamente all’assegno sociale nonché ai sensi dell’articolo 545 del codice di procedura civile, la pensione potrà essere pignorata verso l’INPS, solo per l’importo eccedente 690 euro circa, dal momento che il minimo vitale è pari all’importo massimo dell’assegno sociale aumentato della metà.

Per una pensione netta pari a 1400 euro, dunque, la quota prelevata mensilmente dall’INPS da rigirare al creditore procedente per pignoramento, sarà pari al 20% di (1.400 – 690) euro, ovvero uguale al 20% di 710 euro, vale a dire circa 142 euro.

E’ ininfluente l’importo per cui il creditore agisce (nella fattispecie 20 mila euro) che si manifesterà nella durata del pignoramento; è irrilevante la circostanza che il pensionato soggetto a pignoramento della pensione si sia obbligato al pagamento di una rata di 500 euro/mese per il rimborso di un prestito acceso volontariamente (nella fattispecie un mutuo casa).

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