Carla Benvenuto

L’articolo 545 del codice di procedura civile stabilisce che le somme da chiunque dovute a titolo di pensione non possono essere pignorate per un ammontare corrispondente alla misura massima mensile dell’assegno sociale, aumentato della metà (minimo vitale).

Alla luce degli importi massimi stabiliti per il 2021 relativamente all’assegno sociale nonché ai sensi dell’articolo 545 del codice di procedura civile, la pensione potrà essere pignorata presso l’INPS, solo per l’importo eccedente 689,74 euro, dal momento che il minimo vitale è pari all’importo massimo dell’assegno sociale aumentato della metà.

Nella fattispecie una pensione netta di 774 euro mensili, seppure gravata da pignoramento per cessione del quinto dello stipendio rimasta insoddisfatta, potrà essere pignorata fino ad un massimo del 20% di 85 euro circa, cioè per circa 17 euro.


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